IDEE PER LA COMPETITIVITA’

Abbiamo nei giorni scorsi sentito il Ministro per lo Sviluppo Economico far riferimento al fatto che non ci si debba aspettare “un’ideona” per la crescita, ma sia invece necessario e sufficiente un approccio metodologico che rimuova le principali cause del mancato sviluppo e crei le premesse e le opportunità per una maggiore competitività delle nostre imprese e del nostro Paese, anche grazie a nuovi raccordi di ascolto e di condivisione di idee e proposte potenzialmente vincenti.

Ognuno dovrà fare la propria parte, senza attese miracolistiche e con piena coscienza delle difficoltà ma anche delle opportunità che l’attuale passaggio storico presenta. In questa direzione ritengo possa essere inquadrato il significativo contributo della nostra Federazione Nazionale che, in collaborazione con il Censis, ha istituito un “Osservatorio sulle medie imprese dei Cavalieri del Lavoro”, mirato ad analizzare in modo sistematico sia le strategie per la crescita adottate dalle diverse imprese dai Cavalieri rappresentate, sia le loro valutazioni in ordine alle proposte ed alle priorità individuate per lo sviluppo dell’Italia. Dalla continuità nel tempo di questo sforzo promosso dal Presidente Benito Benedini, oltre che dagli spunti già emersi, credo che possa emergere un apporto di notevole valenza alla strategia del Ministro Passera, a patto che vengano creati i necessari raccordi istituzionali, per i quali le idee dei nostri Cavalieri non restino lettera morta, ma vadano ad arricchire il panorama, per la verità tuttora piuttosto povero, di idee concrete per lo sviluppo. Pur rimandando i nostri lettori ad una lettura completa del rapporto, ne indico i passi fondamentali.

I fattori di successo più importanti vengono individuati, nell’ordine, in una elevata qualità del prodotto/servizio, nella forza del brand aziendale, nella qualità delle risorse umane, in un alto livello di capacità innovativa, nella forza della rete di distribuzione, nella presenza in paesi strategici, nella qualità del servizio di assistenza.

Emerge chiarissima la forte proiezione sui mercati internazionali delle imprese di successo, con modalità di presenza tuttavia molto diversificate, che solo in alcuni casi includono l’attivazione di filiali dirette.

Il valore tangibile della responsabilità sociale delle imprese è considerato fra i fattori chiave, sia per le sue implicazioni positive sulla reputazione dell’azienda che per il cambiamento indotto nel clima aziendale. La crisi viene vista non solo in termini di calo della domanda e di problemi di liquidità, ma anche in alcuni casi come necessità di riposizionamento dell’azienda e difficoltà nel far crescere adeguatamente la produttività. Una sintesi per la crescita potrebbe riassumersi in “più servizi e più estero”, e quindi declinarsi nell’accesso a nuovi mercati con maggiore presenza commerciale e minori costi di produzione per una gamma di prodotti più ampia e a più alto valore tecnologico. Tutto questo sarà reso possibile da una migliore gestione finanziaria e dall’inserimento di nuove professionalità. Per quanto riguarda l’Italia, dalle risposte emerge una fiducia nel futuro condizionata dalla necessità di riforme incisive fatte da governi più autorevoli, con un Paese tuttavia assestato su minori livelli di benessere e di ricchezza. Fra le priorità da affrontare vengono individuati l’alto livello di evasione, un debito pubblico insostenibile, una eccessiva burocratizzazione, una bassa qualità della classe politica, un alto livello di clientelismo e corruzione, la questione meridionale, la difficoltà di ricambio generazionale.

Vengono quindi richieste vere semplificazioni normative, un miglioramento delle infrastrutture, una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, un miglioramento significativo della formazione tecnico – professionale, una riduzione della criminalità organizzata, incentivi a sostegno delle reti di imprese e per la creazione di nuove aziende. Insomma, un decisivo cambio di passo, senza il quale non sarà possibile costruire un futuro migliore in questo momento di grande discontinuità.

Proprio sul futuro, che va costruito ogni giorno e non semplicemente atteso né temuto, è incentrato il bellissimo articolo riportato qui a fianco, recentemente pubblicato su “Il Caffè” di Locarno dal grande ingegnere e giornalista Roberto Vacca.

Buona lettura a tutti voi, e un grande augurio a tutti noi per un futuro di successo.