ARTEMIDE, una storia di successo

Era la fine degli anni ’50: le lampade che vedevo in giro non mi piacevano. Decisi, insieme a Sergio Mazza  di disegnare apparecchi d’illuminazione capaci di conseguire un perfetto equilibrio tra design, innovazione, funzionalità ed efficienza. Questa volontà divenne nel 1960 il nucleo intorno al quale ho creato Artemide, ed è ancora oggi la sua missione.

Eravamo agli albori del Made in Italy, ma non lo sapevo: e neppure mi rendevo conto che con Artemide ero uno dei promotori di un fenomeno travolgente che si affermava rapidamente a livello internazionale insieme ai valori della cultura industriale italiana. Artemide iniziò da subito a collaborare con i più  importanti architetti e designer italiani – tra cui Giò Ponti, Vico Magistretti, Gae Aulenti – e presto si impose come fenomeno di riferimento del Made in Italy.

In questi anni nascono lampade di culto come Eclisse di Vico Magistretti, che vince nel  1967 il primo Compasso d’Oro, e Nesso di Giancarlo Mattioli e Gruppo Architetti Urbanisti Città Nuova. Apre i battenti il nostro primo showroom monomarca, a Milano.

Il decennio successivo è quello dello sviluppo internazionale. Artemide inizia la sua espansione all’estero, e chiedo di fare lampade con noi ai più importanti designer del tempo, quali tra gli altri Richard Sapper, Mario Botta, Santiago Calatrava.  Nei nostri laboratori, sotto la mia guida prosegue incessante la ricerca sui materiali e sulle sorgenti luminose: in questi anni prendono vita apparecchi che ancora oggi definiscono l’estetica e la qualità ambientale, come la lampada Tizio di Richard Sapper (1972), internazionalmente considerata un prodotto icona del design contemporaneo.

Negli anni ’70, e sino alla fine degli anni ’80, mi sono impegnato anche nel design di arredamento. Alcuni oggetti e lampade che nascono in questo periodo vengono esposti nei più importanti musei del mondo, dal MoMa di New York al Victoria & Albert Museum di Londra.

Con Artemide mi dedico negli anni ‘80 alla sperimentazione ed alla realizzazione di grandi progetti, e contribuisco alla nascita di “Memphis”, il movimento milanese di giovani designer guidati da Ettore Sottsass. Le lampade Artemide riscuotono sempre maggior successo: Tolomeo, di Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina, riceve nel 1989 il Premio Compasso d’Oro, il secondo ottenuto dal Gruppo. Con l’apertura delle principali filiali commerciali all’estero, l’Azienda diventa un Gruppo industriale.

Negli ultimi anni prima della fine dello scorso millennio ho sentito il bisogno di dare ad Artemide una forte connotazione etica, affinché proseguisse con rigore la propria missione. Ho voluto riaffermare la centralità dell’uomo, della sua vita, dei suoi bisogni, come referente di ogni sviluppo progettuale: è nata così  “The Human Light”, la filosofia che ancora oggi guida tutto il percorso di Artemide.

Da questo approccio nel 1996 nasce Metamorfosi, una tecnologia innovativa impegnata per creare sensazioni cromatiche che possono essere adattate  ai diversi stati d’animo, alle caratteristiche dell’ambiente e alle atmosfere fisiche e mentali di ogni individuo. Sempre dal 1996 “The Human Light” firma le campagne pubblicitarie di Artemide, sintetizzando la volontà di fare della luce un elemento che contribuisce a migliorare la vita dell’uomo, creando soluzioni capaci di rispondere ai suoi bisogni e al suo benessere.

A testimonianza dell’importanza del ruolo svolto da Artemide nella storia del design internazionale, l’azienda  ha ricevuto nel 1995 il Premio Compasso d’Oro alla Carriera e, nel 1997, il prestigioso European Design Prize.

Abbiamo inaugurato il nuovo secolo con A.L.S.O., un innovativo progetto di Carlotta de Bevilacqua capace di combinare la luce con altre componenti tecnologiche come la filtrazione dell’aria ed il suono. L’apparecchio luminoso è diventato così polifunzionale e polisensoriale, avviandosi verso quel processo di personalizzazione della luce capace di rendere ogni apparecchio sempre più prezioso ed esclusivo. Successivamente abbiamo presentato My White Light, un’innovativa linea di prodotti che consentono all’utente di scegliere e personalizzare il tono di luce bianca in funzione del proprio benessere.

Le nostre prime esperienze con tecnologie innovative come i Led risalgono agli anni ‘90: immediatamente mi sono reso conto che questo era il futuro della luce. Oggi i LED sono divenuti il fulcro dell’innovazione e sono al centro di progetti Artemide molto coinvolgenti e di grande originalità.

Questa nuova stagione della storia della luce mi da molta energia, che non voglio impiegare solo nella ricerca progettuale ma anche per affrontare un imperativo categorico che s’impone oggi all’imprenditore: la sostenibilità. Per me e per  Artemide, la sostenibilità va oltre la tutela delle risorse e dell’habitat naturale, per giungere a una definizione di efficienza intesa come crescita della qualità della vita, e di risparmio concepito come motore innovativo e come premessa imprescindibile di ogni atto progettuale.

Con questo spirito, e con tanta voglia di fare, io e Artemide affrontiamo il futuro.

Cav. Lav. Ernesto Gismondi