Valori d’Impresa in Azione – Mario Minoja

Si ringrazia il Professor Mario Minoja professore associato confermato di Economia aziendale presso il Dipartimento di Comunicazione e di Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia e membro del Comitato Scientifico ISVI, per aver consentito di pubblicare l’intervista che ha rilasciato in occasione della pubblicazione del libro “Valori d’Impresa in Azione” edito da Egea.

In un tempo di crisi economica e di diffuso affievolimento della coscienza e della sensibilità etica, le storie di imprese capaci di conseguire risultati economici e competitivi di tutto rispetto e al tempo stesso di radicarli in un sistema di valori imprenditoriali forti meritano un’attenzione particolare. E’ per questo che dedichiamo spazio al libro “Valori d’impresa in azione”, appena pubblicato da Egea e frutto di una ricerca promossa dall’Istituto per i Valori d’Impresa (ISVI), e rivolgiamo alcune domande al Prof. Mario Minoja (che ne è uno dei curatori, insieme a Vittorio Coda, Antonio Tessitore e Marco Vitale).

1. Quali sono i contenuti del libro? 

Il libro è incentrato su 16 “storie d’impresa”. Si tratta di imprese diverse – per settori di appartenenza, dimensioni, assetti proprietari – tutte italiane (salvo una multinazionale estera, per altro ben radicata nel nostro Paese), selezionate sulla base delle conoscenze che ne avevano i ricercatori coinvolti nel progetto e, soprattutto, della percezione che, oltre ad avere risultati economici e competitivi per lo più buoni o molto buoni, fossero animate da valori imprenditoriali forti e concretamente operanti nelle scelte gestionali e nei comportamenti quotidiani. In sostanza, avevamo la percezione che quelle storie potessero essere una fonte di apprendimento prezioso per imprenditori, capi azienda, per tutti coloro che hanno una qualche responsabilità per il buon funzionamento di un’impresa. E in effetti ci siamo resi conto che potevamo attingere a una “miniera” di insegnamenti, che abbiamo cercato di mettere a fuoco in due saggi che sono parte integrante del libro, per poi proporre una metodologia di (auto)valutazione della qualità del management e della governance aziendale.

2. Quali sono i principali insegnamenti che avete tratto dalle 16 “storie d’impresa”? 

Gli insegnamenti sono molteplici e difficili da sintetizzare. I più importanti ci sembrano comunque i seguenti. Un primo insegnamento riguarda la sfera dei desideri e delle ambizioni di imprenditori e capi azienda. Ebbene, i protagonisti delle 16 storie d’impresa sono accomunati da un desiderio fondamentale: quello di costruire un’impresa fatta per durare, realizzandone le condizioni di sopravvivenza e le potenzialità di sviluppo lungo sentieri imprenditoriali fecondi. Un secondo insegnamento ha a che fare con la funzione-obiettivo del management: perché un’impresa duri e prosperi nel tempo, occorre che l’azione manageriale non punti tutto su un obiettivo, assunto come dominante su tutti e quindi in una qualche misura assolutizzato (sia esso il profitto, la crescita o altro ancora), ma sia guidata da una funzione-obiettivo equilibrata e lungimirante, che includa obiettivi di profitto, di crescita del valore azionario, di miglioramento della posizione competitiva, di costruzione di relazioni di qualità, e perciò coesive, con i diversi stakeholder, a cominciare dai clienti e dai collaboratori. Il tutto avendo cura di assicurare nel tempo solide condizioni di equilibrio economico-finanziario. Ma poi, e qui veniamo a un terzo insegnamento, ci vuole una strategia valida, ossia una chiara direzione di marcia che punti a realizzare nel migliore dei modi la “missione produttiva” costruendo e sostenendo un vantaggio competitivo nel raggio di azione prescelto. Le storie d’impresa narrate nel libro insegnano anche che non ci si può mai “sedere sugli allori” di una strategia di successo, ma è necessaria una costante vigilanza strategica, ossia occorre essere pronti a far evolvere la strategia e a cogliere opportunità di sviluppo, talora  anche in campi nuovi e inesplorati, purché funzionali a realizzare al meglio la missione che l’impresa si é data.Tutto questo si verifica anche nelle cooperative ben gestite (tre delle 16 storie riguardano infatti imprese cooperative). La specificità di queste ultime consiste nel fatto che competitività e mutualità (verso i soci e il territorio) vanno di pari passo, anzi, si alimentano a vicenda.Ancora, le 16 storie d’impresa ci insegnano che, per dare continuità a una buona gestione, bisogna fare in modo che le strutture e i processi di governance siano funzionali alla competitività aziendale e non alla conservazione di posizioni di potere; bisogna gestire con cura e per tempo i passaggi generazionali; occorre attivare processi di apprendimento, individuale e organizzativo, che abbiano per oggetto i bisogni dei clienti, le competenze, i valori e così via.

3. Ecco, i valori. Quali sono i valori che orientano le scelte degli imprenditori e dei capi azienda delle imprese che – come avete scritto nel libro – “tengono la rotta”?

L’ipotesi di fondo che le 16 storie d’impresa confermano è che le imprese ben gestite sono contraddistinte da una base comune di “valori in azione” che, nel loro insieme, definiscono una certa concezione dell’impresa, dei suoi fini, del suo modo di essere e di funzionare, del ruolo che essa è chiamata a svolgere nella società, delle relazioni che essa instaura con i suoi diversi interlocutori. Emergono con forza la trasparenza e la correttezza gestionale, il rispetto di ogni persona, la centralità del cliente, l’economicità, l’ancoraggio al proprio business senza per altro esserne comunque prigionieri, il coinvolgimento e la soddisfazione  dei collaboratori, lo sviluppo del territorio, l’apprendimento sfociante in innovazioni, sia di tipo incrementale che strategiche e altri ancora. Si tratta di valori che, in ultima analisi, si compongono in un tutto unitario e si riassumono nel bene dell’azienda correttamente concepito.Gli imprenditori e i capi azienda delle 16 imprese sono consapevoli dell’importanza di questi valori e quindi fanno di tutto per custodirli, tramandarli alle nuove generazioni, aggiornarli se necessario o apprenderne di nuovi. Soprattutto – come ricorda anche il titolo del libro – quelli prima richiamati sono “valori in azione”, ossia vissuti e operanti nelle scelte strategiche come nelle azioni e nei comportamenti quotidiani, mai utilizzati strumentalmente per soli scopi di immagine o di marketing.

4. Com’è nata l’idea della ricerca e del libro che ne è scaturito?

Questo lavoro ha un antecedente importante in un corso di tipo seminariale, dal titolo “Valori imprenditoriali e comportamento strategico”, tenuto agli studenti di strategia della Bocconi per oltre un decennio a partire dall’anno accademico 1981-82, e rappresenta una verifica della validità di quanto allora si era appreso. Com’è stato scritto nel primo dei quattro saggi contenuti nel libro, l’importanza di una concezione etica dell’impresa e del modo di fare impresa che 20-30 anni or sono si cercava di trasmettere agli studenti di IV anno della Bocconi nel corso dal titolo “Valori imprenditoriali e comportamento strategico delle imprese” si conferma più che mai valido tuttora, in particolare in tempi di crisi come quelli attuali.

5. Qual è stato il ruolo dell’Istituto per i Valori d’Impresa (ISVI) in questo lavoro?

La ricerca che ha dato luogo al libro è nata sotto l’egida dell’ISVI, un istituto indipendente, che, come è chiarito nella Prefazione, proprio a seguito delle idee maturate e delle pubblicazioni prodotte nell’ambito del menzionato corso della Bocconi, è sorto con la missione di diffondere nel mondo dell’imprenditoria e del management una concezione responsabile dell’impresa, dei suoi obiettivi, del suo ruolo nella società. Non a caso il libro è dedicato al compianto ing. Giuseppe Crosti, che dell’ISVI è stato l’ideatore, il fondatore e il primo Presidente. Il libro e la ricerca da cui ha avuto origine rappresentano l’ultima, in ordine di tempo, delle molteplici iniziative che ISVI ha promosso e realizzato nel corso della sua storia ventennale: l’organizzazione e la realizzazione di workshop e convegni, l’attuazione di ricerche istituzionali e su commessa, la pubblicazione di lettere e libri, la prestazione di servizi a enti e a imprese per l’introduzione di nuove politiche e strumenti di responsabilità sociale e di sostenibilità.

E ora si sta progettando di proseguire la ricerca che ha dato luogo al libro “Valori d’impresa in azione”, estendendola eventualmente ad aziende pubbliche e/o non profit.

Mario MINOJIA è Professore associato di Economia Aziendale presso l’Università di Modena e Reggio Emilia dall’anno accademico 2005/2006, ha insegnato Economia Aziendale e Strategia delle piccole e medie imprese alla Bocconi di Milano, dove ha conseguito la laurea e il dottorato di ricerca in Economia Aziendale. E’ stato ideatore e docente del corso di “Etica e valori aziendali”, tenuto per la prima volta alla Facoltà di Economia dell’Università di Pisa nell’anno accademico 2004 – 2005, selezionato fra le più significative iniziative didattiche a livello europeo in tema di responsabilità sociale di impresa e presentato nell’ambito dell’European Corporate Responsibility Education & Training Exchange alla Leon Kozminski Academy di Varsavia nel 2005. E’ stato visiting scholar alla Norwegian School of Management di Oslo.

I campi di ricerca principali sono i seguenti: 1) etica e responsabilità sociale dell’impresa, tema nell’ambito del quale coordina, per la parte italiana, un progetto di ricerca internazionale finanziato dall’Unione Europea sulla responsabilità sociale nelle multinazionali; 2) le imprese operanti nei distretti industriali; 3) i processi di crescita delle piccole e medie imprese e delle imprese familiari e gli impatti sugli equilibri patrimoniali e finanziari. (fonte: http://www.laureaonline.unimore.it)