Cartier celebra la storia dell’Orologio Tank

Il discreto fascino dell’orologeria: Cartier celebra la storia dell’Orologio Tank, amato da Clarke Gable e Jacqueline Kennedy

Cartier ha riaperto presso la sua sede storica meneghina, sita in via Monte Napoleone, in seguito al termine dei lavori di ristrutturazione commissionati all’architetto Moinard nell’ottocentesco palazzo che ospita la rinomata Maison. Parallelamente è uscito, presso le più importanti librerie internazionali, il volume “Cartier. L’orologio Tank Icona del tempo” edito da Flammarion. L’autore è il Cav. Lav. Franco Cologni, che vanta notevole esperienza ed autorità nel mondo dell’alta orologeria. Il libro ripercorre la storia di questo mitico segnatempo attingendo a documenti, rari ed inediti, selezionati ed estratti dagli archivi Cartier; il tutto viene impreziosito dalle foto degli esemplari più importanti con un tocco alquanto vintage e nostalgico: icone di stile affollano le pagine del libro, da Jacqueline Onassis a Jacqueline Bisset, da Clark Gable a Yves Montand; tutti con al polso un Tank, in svariate declinazioni a seconda della personalità della star in questione.  Cosa rende il Tank un oggetto così di culto nella storia dell’orologeria? La risposta la fornisce il Cav. Lav. Cologni che, oltre a porre l’accento sull’innovativo progetto stilistico, che ha spesso anticipato l’evoluzione del gusto, ricorda che dietro il Tank “vi sono le mani, gli occhi, i visi e le personalità che hanno contribuito in maniera straordinaria alla sua epopea”. Non manca un focus sul modello più recente della collezione: il Tank Anglaise, che propone gli ingredienti tipici della linea, come le anse perfettamente integrate alla cassa,

i brancard dritti, la minuteria chemin de fer, i numeri romani e le lancette azzurrate a forma di gladio. Il nuovo orologio sembra riallacciarsi così alla visione estetica di Louis Cartier, che amava il design integrato e coerente ed era solito regalare il Tank agli amici più intimi. Perfetta fusione tra innovazione e tradizione.