La vita straordinaria di Fulvio Bracco

“Da Neresine a Milano” la storia di un uomo prezioso in un libro magistralmente edito: la vita straordinaria di Fulvio Bracco

Si intitola “Da Neresine a Milano, Fulvio Bracco racconta”, trattasi di un volume curato dalla Fondazione Bracco utile a diffondere e tatuare nel lettore la memoria di un Cavaliere che fece l’impresa o, più semplicemente, di un uomo venuto dal mare e trapiantato a Milano che ha saputo rendere la propria vita una sinfonia sempre in crescendo; da appassionato melomane qual’era.

la copertina del libro

Questa non è la storia della Bracco. E’ un viaggio nella memoria. “In un dedalo di ricordi, in cui il filo di Arianna è il legame ideale con le mie origini istriane e mi riconduce sempre alla mia amata Neresine, nell’isola di Lussino. Mi accompagnano mio padre e mia madre, che rivedo nella casa di famiglia a Neresine, poi a Trieste, e infine a Milano. Non è lo scandirsi ordinato dei giorni, di anni. Piuttosto, a volte, è un incalzare di avvenimenti; a volte, è un tornare a ritroso per riprendere un pensiero, un’emozione. Mi sono ascoltato e anche interrogato, raccontando di persone care, di amici, di luoghi amati, di lavoro, di momenti felici e di momenti molto duri. A chi avrà avuto la pazienza – mi piacerebbe dire curiosità – di seguirmi in questo “viaggio”, vorrei essere riuscito a trasmettere i valori in cui credo e per i quali mi sono impegnato come Cittadino Italiano e imprenditore”.

Qui risiede la forza e l’eleganza di questo libro che appassiona alla lettura in quanto non si tratta di una sorta di agiografia postuma studiata per santificare il Cav. Lav. Bracco, indubbiamente uomo dotato di capacità extra-ordinarie, ci troviamo, piuttosto, ad immergerci nel racconto di una vita fornitoci dal suo protagonista mediante i suoi appunti personali. C’è, indubbiamente, molto spazio dedicato alla storia dell’azienda ma c’è anche Anita, amatissima moglie del Cavaliere, c’è la storia delicata e così “umana” del loro primo incontro e di quell’unione, inizialmente osteggiata ed in seguito benedetta dal padre Elio, che ha condotto alla nascita di tre figlie: Diana, Adriana e Gemma. Splendide foto in bianco e nero che accompagnano i racconti di Fulvio Bracco che si snodano per tutto il Novecento.

Questo volume è carico di sfaccettature in quanto, attraverso la narrazione delle vicende della famiglia Bracco, inevitabilmente ci si imbatte nella storia d’Italia, le sue due guerre, il boom economico, la naturale evoluzione della città di Milano, le prime scaligere ed i suoi cittadini operosi che hanno trovato, presso la Bracco, una seconda famiglia. Involontariamente, senza mai salire in cattedra, le parole di Fulvio Bracco insegnano, quasi spronano il fruitore del volume, a dissotterrare i propri talenti per rendere la propria vita unica e degna di essere vissuta. Emerge, infatti, il ritratto di un imprenditore che, oltre al genio e all’intuito dei quali è stato naturalmente dotato, ha studiato con perizia presso la facoltà di chimica ed in seguito lavorato, con dovizia, abnegazione ed un impegno sistematico che ha incluso molti sacrifici e privazioni allo scopo di tutelare l’azienda e tutti coloro che vi lavoravano.

Un capofamiglia instancabile sia tra le mura domestiche chepresso il perimetro della propria impresa, un uomo che ha “fregato” anche la vecchiaia in virtù della sua fame di vita e conoscenza, con lo sguardo sempre proiettato verso il futuro, votato alla ricerca e all’innovazione ma anche verso quel mare dal quale, in giovane età, è stato strappato. Il mare della sua Neresine, paesino che gli ha conferito i natali ed un imprinting mai dimenticato, e la nebbia della sua Milano, città che lo ha accolto ed adottato e che Fulvio Bracco ha contribuito a rendere operosa e fiera: ecco la sintesi della sua essenza. Fra i tantissimi stralci di vissuto che il volume contiene c’è una aneddoto semplice, qualcosa di piccolo a ben guardare rispetto alle imprese titaniche che il Cav. Lav. Bracco ha affrontato e vinto, ma in quel racconto risiede tutto ciò che serve per comprendere il suo approccio verso il mondo e i suoi valori: rispetto per il prossimo, fede profonda nella scienza e convinzione stoica che la conoscenza possa essere lo strumento per migliorare lo status della collettività, cura nell’investire il proprio tempo ed energie, amore per la cultura ed il progresso.

“Mi sono impegnato in una attività che mi ha dato grandi soddisfazioni: insegnante nelle scuole tecniche serali del Comune di Milano. Tenevo lezioni di chimica analitica due o tre volte la settimana, iniziando alle ore 21. Gli studenti erano bravissimi. Erano giovani lavoratori – operai, impiegati – che si dedicavano allo studio con grande volontà e serietà. Avevo delegato il Comune a devolvere in beneficenza il mio stipendio: facevo l’insegnante soltanto per aiutare quei giovani. Avevo in azienda operai che frequentavano le scuole serali e sapevo facevano molti sacrifici”.

Impossibile, infine, non menzionare il contributo di Fulvio Bracco come Presidente del Gruppo Lombardo dei Cavalieri del Lavoro.

“Era il 1983. Sono stato eletto Presidente e sono rimasto lì 18 anni. Nel contempo ero anche Vicepresidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro (…) Ho lavorato molto per il Gruppo e la Federazione. Ho cominciato pian piano a far crescere l’immagine e la presenza attiva nella realtà milanese e lombarda dei Cavalieri del Lavoro organizzando forum e convegni di approfondimento critico propositivo sulle problematiche socio economiche del paese. Una bella tradizione da me avviata sono stati i “martedì”: in quella giornata il Gruppo invitava una personalità o della politica o delle scienze o dell’economia. Giovanni Spadolini, Presidente del Senato, è venuto da noi tre volte. A quei nostri incontri la partecipazione dei Cavalieri del Lavoro è sempre stata altissima”.

Il Cavaliere Fulvio Bracco si è spento all’età di 98 anni, la figlia Diana Bracco, anch’essa Cav. Lav. della Lombardia ne ha raccolto l’importante eredità imprenditoriale mostrando di la medesima stoffa del fuori classe che ha contraddistinto il padre.

a cura di Valeria Panzeri