La Russia è più volte europea

La Russia è più volte europea, innanzitutto per la sua popolazione slava, come quella della Polonia, Bosnia e della Serbia e anche quella Varega come la Scandinavia. Ma lo è anche per l’estensione che ha dato al cristianesimo, che ha portato fino in Siberia e nelle città dell’Oceano Pacifico prima dell’anno Mille con il Principe Vladimir e sua moglie Anna; per avere inoltre protetto l’occidente contro la minaccia turca; è anche certamente europea per la sua cultura, che va da Čechov a Stravinsky, da Rublev a Tolstoj e a Dostoyevsky.

Già nel 1500 si parlava del Ducato di Moscovia per la sua ricchezza che non era l’energia bensì le pellicce.

Montesquie e Voltaire nel 1700 dicevano che, non era più la Francia al centro dell’Europa, ma la Germania perché dietro di essa, ci sono quelle “enormità” che sono la Svezia di Carlo XII e la Russia di Pietro il Grande. È bene ricordare che essa è stata ancora più Europea quando ha adottato il marxismo, ideologia nata dalla cultura Europea. In sostanza la questione dell’ancoraggio della Russia all’Europa si è posta perennemente nella storia; perfino quando nel 1941/1945 con oltre 25 milioni di morti, i russi hanno salvato l’Europa dalla barbarie naziste.

Questa premessa fa rilevare ancora di più che le relazioni politiche fra UE e FR sono in un certo senso paradossali: mentre le relazioni economiche diventano sempre più strette, la Russia ora è il terzo partner commerciale dell’UE dopo gli USA e la Cina; le relazioni politiche fra i due soggetti sono andate peggiorando continuamente negli ultimi anni. Intensi rapporti commerciali e investimenti diretti, politiche di investimento di grandi imprese russe e occidentali fanno si che l’Europa sia il principale luogo di attrazione della vita economica russa, così come la Russia sia sempre più importante per le economie europee sia sotto il profilo energetico che come mercato di sbocco per le produzioni europee.

Si tratta di una situazione di reciproca interdipendenza dal momento che nessuna delle due parti, per ovvi motivi di vicinanza geografica e storico–culturale e di relazioni economiche ormai consolidate, può fare a meno dell’altra. Non riuscendo le due parti a ridefinire i propri ruoli nella nuova situazione post sovietica, le relazioni politiche fra UE e FR passano di frustrazione in frustrazione, alternando periodi di totale incomprensione, ad altri di scontro, ad altri di apparente cooperazione. La due parti non riescono a stabilire un’intesa strategica di lungo periodo ed a identificare interessi comuni che diano forma e direzione alle loro relazioni.

L’Unione Europea può essere rappresentata o percepita come una sovrapposizione di tre modelli.

Il primo modello fornisce un’immagine di un’unione nata da un accordo che non ha precedenti nella storia, fra stati sovrani che via via cedono parte della loro sovranità in nome di principi e valori democratici comuni. È questa l’immagine prevalente negli anni dell’integrazione dei Paesi dell’Est Europa quando ai dirigenti europei sembrava naturale che tale modello potesse essere adattato alla Russia, aiutandone un processo di progressiva europeizzazione. Siamo nel periodo eltsiniano e l’Europa era vista come fonte di ispirazione e modello da imitare. Dopo quel periodo siamo nel secondo modello e l’UE fornisce un’immagine totalmente diversa ed è quella di un’Unione che vuole espandersi e assorbire i paesi che facevano parte dell’Unione Sovietica, privando la Russia della sua naturale sfera di influenza su detti Paesi ed è il modello che ha visto Putin nel suo primo mandato. La terza immagine dell’UE non è altro che l’unione di un meccanismo centralizzato e burocratico che impone norme e comportamenti a tutte le economie comunitarie, con il risultato di un basso tasso di crescita al limite della stagnazione. È questa l’immagine della UE che oggi viene percepita dalla Russia soprattutto come un’istituzione incapace di decidere e in fin dei conti trascurabile. In conclusione, è più conveniente per la Russia avere forti rapporti bilaterali con i più importanti Paesi della UE, con i quali è più facile far valere gli interessi russi. La stretta relazione economica e politica con la Germania, indipendentemente dal tipo di governo eletto, è un esempio di questo stato di fatto e gli interessi tedeschi e russi non cambiano sia che governi il social democratico Schroeder sia che governi la democristiana Merkel.

del Cav. Lav. Rosario Alessandrello