Il punto sull’Expo 2015

Nel corso degli anni le Expo hanno subito un progressivo mutamento di paradigma. Per lungo tempo hanno rappresentato un appuntamento fieristico in cui le Nazioni potevano mostrare con orgoglio le loro conquiste industriali, a cominciare dalla prima Expo di Londra del 1851, passando per quella celeberrima di Parigi del 1889, per cui fu costruita la Torre Eiffel, fino alla prima Expo italiana di Milano 1906, che celebrava il traforo del Sempione e il dinamismo della modernità. Negli ultimi anni, invece, le Expo sono diventate un’occasione di riflessione sul futuro e sulla sostenibilità, un momento di incontro e di dibattito su questioni di interesse planetario. Per questo quella di Milano 2015 sarà un’Esposizione straordinaria, proprio in virtù del nostro bellissimo tema: “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”.

Tutti ormai scommettono, tra l’altro, sull’Expo italiana. In occasione della visita in Italia del Presidente Obama, è giunta anche la prestigiosa adesione degli Stati Uniti, che saranno presenti a Milano con un Padiglione dedicato all’American Food 2.0.

Ormai il traguardo che ci eravamo prefissati è stato superato: con 147 Paesi aderenti oltre l’80% della popolazione mondiale è già rappresentata all’Expo. Un vero record. Milano e l’Italia diventeranno il “place to be” del 2015. Un’altra cifra record è quella dei Paesi che hanno deciso di costruire un proprio Padiglione nazionale: sono ben 60, mentre all’Expo di Shanghai erano 42. La Repubblica Popolare Cinese, ad esempio, sarà presente con ben 3 padiglioni: quello istituzionale nazionale, che si estende su 4.600 metri quadrati, quello corporate del colosso immobiliare China Vanke e un terzo che sarà nominato China Enterprise Joint Pavilion. La Germania, invece, ha già stanziato 40 milioni di euro, e Dubai il doppio. Anche perché nel 2020 l’edizione dell’Esposizione Universale successiva a quella di Milano sarà proprio lì. Ricordo che gli investimenti dei Paesi espositori sono stimati in circa 1 miliardo e 300 milioni di euro, pari alle risorse movimentate dallo Stato italiano: per questo ripeto spesso che l’Expo è un investimento e non un costo.

Per noi l’Expo deve rappresentare infatti una grande missione Paese, che sia di rilancio della nostra immagine globale. D’altronde l’Esposizione Universale è da sempre un’opportunità straordinaria, sia per le città ospitanti sia per i Paesi che possono condividere il meglio della propria innovazione tecnologica, della propria produzione nazionale e della propria tradizione culturale.

L’Expo, coi sui 20 milioni di turisti attesi, di cui 7 milioni da tutto il mondo, potrà aiutare la crescita del contributo del settore turistico al PIL in modo duraturo. Altro obiettivo strategico da raggiungere, in particolare grazie alla vetrina del Padiglione Italia, è l’incremento delle quote di export delle nostre grandi filiere produttive. Una rete di distretti e di eccellenze che spesso non riusciamo a portare all’estero come meriterebbero.

L’Expo 2015 sarà infatti soprattutto una straordinaria opportunità per le nostre imprese.

A Palazzo Italia nel 2015 sono attese oltre 500 delegazioni di Capi di Stato, Ministri dell’Economia e operatori economici. Per questo l’Expo sarà una grande occasione di B2B. Tra l’altro un recente studio commissionato dalla Camera di Commercio di Milano alla Sda Bocconi, ha dimostrato che l’Esposizione sarà un volano anticiclico e un’occasione concreta di crescita economica e occupazionale. Secondo la ricerca i posti di lavoro creati tra il 2012 e il 2020 da Expo saranno 191 mila, con un valore aggiunto, cioè un margine economico effettivo al lordo delle tasse, in Italia di 10 miliardi di Euro.

A proposito del Padiglione Italia, che ricordo sarà uno dei lasciti materiali del dopo Expo al territorio, posso dire che occuperà tutto il Cardo, il viale pavimentato che interseca il Decumano e che corre dal Lake Arena all’Open Theatre. Il Concept del padiglione, elaborato da Marco Balich,  ruota attorno all’idea di “Vivaio”, luogo e simbolo dello sviluppo di nuove generazioni. Collegato all’evocativo simbolismo dell’Albero della vita, il Padiglione Italia sarà dunque uno spazio protetto, di crescita, sviluppo, formazione. Un laboratorio che aiuti i progetti e i talenti a “germogliare”.

Il raggruppamento costituito da Nemesi & Partners S.r.l., Proger S.p.A., e BMS Progetti S.r.l., che ha vinto il concorso internazionale di progettazione, ha proposto un progetto che si presenta come una “foresta urbana”, in cui l’architettura assume, attraverso la propria pelle ed articolazione volumetrica, le sembianze di un albero-foresta in cui il visitatore potrà immergersi e vivere una esperienza emozionale. L’itinerario espositivo sarà un percorso esperienziale, di viaggio e scoperta all’interno dell’edificio-albero.

Per individuare i contenuti della grande Mostra sulle Regioni Italiane che sarà ospitata nel nostro Padiglione, abbiamo organizzato un ciclo di seminari interregionali di progettazione partecipata. In ogni tappa del nostro “Giro d’Italia”, che ci ha portato a Fabriano, Ferrara, Vercelli, Palermo, Martinafranca e Cagliari, hanno parlato centinaia di protagonisti della vita istituzionale, sociale e produttiva delle varie regioni, sollecitati da Giuseppe De Rita del Censis, Aldo Bonomi di Aaster e Marco Balich. Tra qualche settimana presenteremo pubblicamente il frutto di questo lavoro di ascolto.

A proposito di partecipazione, negli ultimi tempi ho maturato una convinzione che ripeto spesso: uno dei lasciti più belli del progetto Expo, al di là dei manufatti e degli eventi che costruiremo, sarà l’aver dimostrato il valore del gioco di squadra e l’importanza di fare rete. Perché noi Italiani, quando siamo uniti, siamo imbattibili. Ai tanti Cavalieri del Lavoro, che hanno già dimostrato di credere al grande progetto-Expo sostenendolo con le loro imprese, un grazie di cuore.