Segnali – timidi – di ripresa con il Salone del Mobile

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Il Salone Internazionale del Mobile di Milano è diventato, negli anni, la principale vetrina nel campo del design. La sua prima edizione risale al 1961, mentre quella di Eurocucina inizia nel 1974. Va da sé che se una manifestazione internazionale a Milano si distingue tra tutte le altre Fiere nel mondo, significa che possiede tutte le caratteristiche che la rendono un appuntamento irrinunciabile per gli “addetti ai lavori” e gli appassionati di design. Identificare quali siano gli ingredienti che hanno permesso a questo evento di diventare il più importante del settore nel mondo è più complesso di quanto sembri. La forza e la qualità del design italiano, unito all’attenzione e alla passione dei produttori per ogni dettaglio, sia esso tecnico o estetico, sono solo l’inizio di un lungo percorso. L’atmosfera creativa che abbiamo respirato a Milano nella settimana del Salone è stata veramente unica: la città viene infatti pervasa dall’entusiasmo e ne viene coinvolta sotto ogni aspetto. Solo il design e la moda, sono in grado di creare questa sensazione di “stile italiano”. Milano si sente sempre più vicina a Expo 2015 e, come ha detto il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, dobbiamo considerare il Salone Internazionale del Mobile come una prova generale. Inoltre, i recenti progetti urbanistici di riqualificazione, quali la zona ex-Fiera e la zona Porta Nuova, hanno fortemente contribuito ad avvicinare il pubblico al mondo del design. Quest’ultima edizione, ha visto un’affluenza di 357.000 visitatori (il 13% in più rispetto allo scorso anno) di cui il 35% italiani e il 65% esteri, provenienti da 170 Paesi. È importante notare come, di questi Paesi, 34 siano africani. Sono numeri che danno un’idea dell’internazionalità di questo evento e sono uno strumento efficace per analizzare quali siano i nuovi mercati che si affacciano sul settore dell’arredamento.

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Anche l’aspetto economico e turistico non va trascurato: questa manifestazione crea un importante indotto per Milano e per la regione Lombardia. È forse troppo presto per trarre una conclusione sull’edizione del Salone 2014, tuttavia i segnali sono stati positivi: infatti gli operatori hanno ritrovato un timido entusiasmo. Dopo anni di preoccupazioni e notevoli difficoltà si intravede nei produttori una rinnovata fiducia nel mercato. Le aziende si sono concentrate nella ricerca di materiali, nei dettagli dei prodotti, tali da impreziosirli e renderli più difficilmente imitabili, tutto ciò, in un contesto di grande sobrietà. Mi piace evidenziare che, su circa 1350 espositori, 964 sono aziende italiane e la maggior parte di queste sono lombarde. La grande tradizione dell’arredamento nella nostra Regione è un fiore all’occhiello dello “stile italiano” e rappresenta una quota importante delle realtà industriali e commerciali della nostra area geografica. La forza del Salone del Mobile deriva soprattutto dalle grandi aziende, presenti sul mercato da anni, ma anche da tutte quelle piccole realtà, talvolta quasi artigianali, che si affacciano sui mercati esteri con una gran voglia di esserci e partecipare. Posso dire, con estrema sincerità, che le difficoltà ci sono sempre, non sono svanite da un giorno all’altro, ma l’entusiasmo e gli stimoli che il Salone Internazionale del Mobile trasferisce, sono un ottimo carburante per tutti noi operatori e ci permette di lavorare con maggiore fiducia nel futuro. Da imprenditore, aspetto solo che i numeri confermino le impressioni positive emerse da questa manifestazione.[/column]

Credits immagine in evidenza: Saverio Vallauri, Alessandro Russotti, Carola Merello, Andrea Mariani