I nuovi Cavalieri del Lavoro in una clip

A CURA DEL DIRETTORE CAV. LAV. LINDA ORSOLA GILLI – GIUGNO 2014
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Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha nominato in occasione della festa della Repubblica, 25 nuovi Cavalieri del Lavoro. Cinque di loro sono lombardi. Il nostro Gruppo, primo per numero di nomine, vede confermato il suo ruolo di traino dell’economia e dello sviluppo. Non è una novità, ma in questi tempi di rapidi cambiamenti e in un quadro di perdurante stagnazione, questa riaffermazione di ruolo e di responsabilità dell’imprenditorialità lombarda, è un segnale molto positivo. Vuole dire che la creatività, la laboriosità e la voglia di intraprendere dei lombardi continuano ad essere un fermo punto di riferimento per il rilancio del nostro Paese. I riconoscimenti assegnati ai nostri nuovi colleghi vogliono anche darci un altro messaggio forse ancora più importante nell’anno decisivo per la preparazione dell’Expo 2015 e cioè che di fronte alla vasta platea di imprenditori veri che tutti i giorni lottano e mietono successi sui mercati internazionali, non saranno pochi maneggioni o ladri che riusciranno a sfigurare questa eccezionale occasione di attirare su di noi l’attenzione di tutto il mondo. Ma vediamoli più da vicino questi nostri nuovi Cavalieri. Daniela Gennaro, Rosita Jelmini, Elena Emila Zambon, Alì Reza Arabnia, Federico Ghizzoni ci presentano storie di successo in campi molto diversi tra di loro, ma che proprio per questo ben interpretano la varietà delle nostre imprese, dall’impiantistica all’automazione industriale, dal  fashion alla farmaceutica, al credito. L’elemento che hanno in comune e che si è dimostrato vincente, è la costante attenzione all’innovazione e alla ricerca. Rappresentano quell’impresa che non vive sugli allori dati dal nome e dalla tradizione, ma che fa leva su di essi per cercare strade nuove, cosciente che nulla dei loro prodotti, modi di produrre, mercati, è scontato, ma che tutto deve[/column][column size=1/2]

essere conquistato e difeso giorno per giorno, senza scoraggiarsi nei periodi di crisi e senza esaltarsi quando arrivano i successi. Tre di loro sono donne. Sono convinta che l’essere donna oggi non sia di per sé una qualificazione necessariamente positiva come non avrebbe dovuto essere (ma lo era) necessariamente negativa ieri. Non posso però non sottolineare con soddisfazione che aver superato antiche discriminazioni, ha consentito di estendere la ricerca di persone valide ad un nuovo grande bacino di competenze, di passione, di voglia di emergere. E’ un bene per le donne certamente, ma è soprattutto una direzione di crescita civile e sociale che viene riconosciuta alla nostra comunità. Un particolare motivo di compiacimento è dato dal riconoscimento attribuito ad Alì Reza Arabnia perché, al di là del valore della persona, testimonia la capacità del nostro ambiente di accogliere e far crescere chi sa fare impresa a prescindere dalla provenienza. Iraniano di nascita, da noi si laurea, diventa cittadino italiano, fa un’operazione di Managment-Buy-Out di un’azienda impiantista in difficoltà nel settore automobile e fattura all’estero gran parte della sua produzione. Un vero e proprio prototipo della internazionalizzazione delle nostre imprese. Ho lasciato per ultimo Federico Ghizzoni, ma solo per ragioni di ospitalità. La banca che guida è uno dei principali Gruppi europei nel settore del credito e non ha bisogno di particolare presentazione. Mi piace però sapere che le strategie di questa grande azienda multinazionale partono da quel grattacielo di Porta Nuova la cui inaugurazione ha segnato finalmente nei milanesi se non ancora un’inversione della congiuntura economica, almeno un rinnovato spirito di volontà di fare e di fiducia. Congratulazioni ed auguri a tutti e cinque.[/column]


Qui di seguito le brevi interviste realizzate dalla Dottoressa Paola Perna, in occasione del Consiglio Direttivo svoltosi presso l’Automotive Safety Centre – Vairano –  del Cav. Lav. Giovanna Mazzocchi.

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