“Creare valore al di là del profitto”: quale strategia è necessaria per rilanciare il Paese?

“Creare valore al di là del profitto” è il tema attorno al quale i Cavalieri del Gruppo lombardo sono chiamati a confrontarsi nel workshop che il Consiglio Direttivo ha indetto per Lunedì 29 settembre. E’ un argomento che chiama in causa la responsabilità civile dell’impresa e non può evidentemente prescindere dalla situazione generale del Paese che dà talora l’impressione di avvitarsi sempre più su se stesso, ben al di là degli aspetti puramente economici.

 

Come può reagire in questa situazione una Organizzazione portatrice di valori imprenditoriali, come la nostra? Con un ennesimo dibattito su una crisi che sembra non avere fine? Peggio, con una discussione autoreferenziale alla ricerca dei colpevoli? No, non è questa la strada scelta dal nostro Gruppo. Le sue tradizioni, ma soprattutto la storia personale dei Cavalieri portano in tutt’altra direzione, quella dell’agire, del guardare al futuro non con sciocco ottimismo, ma con la tranquilla consapevolezza di saper trovare e offrire soluzioni che vadano oltre la ricerca del pur legittimo profitto, ma siano a vantaggio di tutto il Paese.

 

Trasformare le criticità in soluzioni. Vale nell’economia dell’azienda, ma vale e non solo dal punto di vista economico, per tutta la società. Questo è l’obiettivo culturale che si prefiggono con il workshop i Cav Lav della Lombardia, singolarmente e come Gruppo. Una giornata di studio che, ne sono certa, produrrà approfondimenti importanti in vista del nostro Convegno nazionale che si terrà a Milano la primavera prossima. Questa prospettiva, nell’anno dell’Expo, è una ragione in più per assicurare quella partecipazione attiva che il Consiglio ci chiede.

 

Vorrei aggiungere che il workshop non è solo un momento importante della nostra vita associativa, ma è il risultato di una impegnativa preparazione che ha visto i Consiglieri lavorare intensamente in gruppi dedicati all’esame di temi specifici: competitività e semplificazione, imprenditorialità e formazione, identità e sostenibilità. Su ciascuno di essi, all’analisi dei problemi si è sempre accompagnata la ricerca di soluzioni concrete. E’ un percorso appena iniziato, che vedrà sempre più partecipi al nostro fianco Università, Centri di ricerca, Associazioni, cioè tutto quel mondo qualificato a ripensare metodi, strumenti e strategie necessari a promuovere, facilitare, supportare e gestire l’innovazione.

 

E’ un patrimonio di cui l’Italia e la nostra Lombardia in particolare dispongono abbondantemente. Occorre però attivarlo ed è quello che i Cavalieri del Lavoro hanno titolo e capacità di fare. Certo non possiamo nasconderci che creare reti collaborative orientate all’innovazione è un approccio nuovo, faticoso e non sempre facile, ma è determinante e non più procrastinabile in un mondo globalizzato ed altamente competitivo.

 

Il riferimento costante sul quale orientare i nostri sforzi, come abbiamo detto, non può essere altro che l’imprenditorialità. E’ la nostra forza, ma dobbiamo viverla in una concezione dinamica dei valori imprenditoriali. Le crisi, a maggior ragione quella che stiamo attraversando particolarmente lunga e profonda, possono e debbono essere per le imprese occasione e stimolo per adottare nuovi paradigmi e strumenti di innovazione.

 

Il titolo del nostro convegno “Creare valore al di là del profitto” vuole proprio sottolineare che i valori d’impresa saranno sempre più improntati ad una innovazione continua non solo tecnologica ed economica, basata su reti aperte al territorio, alle università, a nuove partnership, con un approccio alla creatività e alla leadership diverso da quello dell’azienda tradizionale.

 

Su queste premesse l’incontro del prossimo 29 settembre vuole dare risposte a domande molto concrete sui fattori che facilitano e promuovono l’innovazione e su quelli che al contrario la ostacolano e la rallentano. E’ un dibattito che conduce all’obiettivo di fondo che una organizzazione di valori come la nostra si deve porre oggi: quale strategia è necessaria per rilanciare il Paese?