continuare a innovare, fuori e dentro la fabbrica

Abbiamo chiesto al presidente Antonio D’Amato di fare un commento, prima dell’inizio del workshop di questa mattina, sul tema Creare valore al di là del profitto. “Il profitto – ci ha risposto – non è solo la misura dell’efficienza economica dell’azienda, ma soprattutto lavoro, cultura, valori. Così inteso, rappresenta anche il grande vantaggio competitivo sul quale le aziende possono costruire l’eccellenza del loro patrimonio: un patrimonio umano, che è il vero asset che fa la differenza tra le aziende di successo e quelle che restano ai margini del mercato. Non c’è azienda, quindi, che regga senza profitto, ma non c’è profitto senza sostenibilità, che non è intesa solo come sostenibilità ambientale, ma come capacità di rinnovarsi, di rigenerarsi con la forza delle idee e con l’innovazione. Ogni azienda deve basarsi sulla tecnologia, ma prima ancora sull’intelligenza e sul patrimonio umano. Questa è la ragione per cui il vero modello di sviluppo che può rinvigorire il Paese è fatto non solo di fabbriche, ma di aziende pensanti, di manifattura e di nuova ricerca e sviluppo, e infine di potenziamento dei talenti.”

Che cosa significa, Presidente, portare innovazione nella Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro? 

“Quella dei Cavalieri del Lavoro è una realtà fatta di uomini e donne che con il proprio lavoro, il rischio di intrapresa hanno contribuito alla crescita del Pil nazionale ma anche del tessuto socio-civile. Nella nostra visione, anche la Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro deve promuovere l’innovazione e il sociale in modo collettivo, oltre che individuale. Affiancare la formazione, quindi, anche con una capacità di proposta progettuale, premiando i talenti, è il modo per superare anche ingessature culturali, istituzionali e legislative che portano sia l’Italia sia l’Europa su un rischioso piano inclinato. La forza di cambiamento che possiamo attivare, sia progettuale sia culturale, può contribuire a servire l’Italia e l’Europa non solo a livello imprenditoriale, ma anche come classe dirigente. È per questo che negli ultimi tempi abbiamo sollevato questioni importanti, come la riforma istituzionale, la riforma del mercato del lavoro e infine la riforma dell’Europa. Per innovare, in sintesi, sia dentro sia fuori dalla fabbrica.”

Una bella prospettiva, grazie Presidente.