IL FUTURO DELL’ENERGIA E LE CONSEGUENZE GEOPOLITICHE

Quando si parla di energia, si pensa a fonti energetiche rinnovabili come l’energia eolica, geotermica o solare. Sicuramente queste forme di energia hanno registrato importanti sviluppi, anche dovuti al fatto che il prezzo dell’oro nero rimane ancora elevato, ma i combustibili fossili costituiscono ancora la fonte principale, garantendo oltre l’80% del fabbisogno energetico.

L’elevato costo del petrolio ha generato, anche, l’incremento nell’utilizzo di idrocarburi da fonti fossili NON convenzionali: parliamo di Shale gas, un gas metano estratto dalla frantumazione di rocce argillose nel sottosuolo. Gli Stati Uniti ne sono ricchi e tra qualche anno, non importeranno più gas ma lo esporteranno. In futuro, assisteremo ad importanti cambiamenti nell’assetto energetico internazionale e, in base alle ultime previsioni, nei prossimi 30 anni, il fabbisogno energetico mondiale, aumenterà del 35%. Le fonti energetiche rinnovabili triplicheranno ma non copriranno tale fabbisogno.

In questi anni, i gasdotti, gli oleodotti e gli impianti di liquefazione e di gassificazione, saranno ancor più strategici proprio per motivi geopolitici.

La Russia ha recentemente concluso un accordo trentennale con la Cina per la fornitura di 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Questo accordo avrà ricadute non secondarie su tutto il continente euroasiatico.

Il braccio di ferro tra Russia e America rischia di stritolare l’Europa e l’Italia in primis, il cui futuro energetico dipende ancora molto da Mosca e da Tripoli. L’Italia, nel caso volesse comprare shale gas dagli USA, avrebbe bisogno di creare nuovi rigassificatori difficili da realizzare per l’opposizione meramente strumentale, degli ambientalisti.

I prodotti del Gruppo Valvitalia, di cui io sono fondatore ed Amministratore Delegato, sono presenti in tutte le pipeline più importanti del mondo e lo saranno in tutti gli altri in costruzione, come il TAP (Trans Adriatic Pipeline) ed il TANAP (Trans Anatolian Natural Gas Pipeline), entrambi destinati al trasporto del gas dai Paesi dell’Est verso l’Europa.