ITALIA E RUSSIA SEMPRE PIÙ VICINE

ALESSANDRELLO
Il Cav. Lav. Ing. Rosario Alessandrello, Presidente della Camera di Commercio Italo-Russa

Il giorno 9 dicembre 2015 a Mosca la Camera di Commercio Italo-Russa ha realizzato due eventi di notevole importanza.

Il primo è stato una colazione di lavoro presso il World Trade Center della Comunità d’affari italiana con il Ministro degli Esteri Sergey Lavrov, il quale ha risposto a tutte le domande che gli sono state poste da alcuni imprenditori presenti ed alle considerazioni da me fatte prima del discorso del Ministro.

Di seguito riporto il mio discorso al Ministro:

Egregio Sig. Ministro, grazie per aver accettato di partecipare a questa colazione di lavoro della comunità d’affari italiana presente a Mosca. Mi permetta di ringraziare la delegazione del Suo Ministero degli Esteri qui presente e l’Ambasciatore Italiano nella Federazione Russa Cesare Ragaglini.

Buongiorno a voi tutti cari colleghi e grazie per la Vs presenza. Mi permetto Sig. Ministro di evidenziare che i presenti rappresentano imprese italiane con “personalità” giuridica russa ed alcune imprese russe socie della CCIR.

Non ritengo necessaria la Sua presentazione, della cui partecipazione ci sentiamo onorati, ma mi permetta di fare solo poche considerazioni introduttive.

Contrariamente ad un’opinione “superficiale”, l’Italia è uno dei Paesi più competitivi al mondo con una straordinaria posizione di “leadership” nel commercio mondiale. Questo è riconosciuto dal Trade Performance Index (TPI) che viene compilato ogni anno da UNCTAD / WTO’S International Trade Centre. Questo indice pone l’Italia al secondo posto (subito dopo la Germania) nella classifica relativa alla competitività del commercio internazionale, basato sull’analisi dei 14 macrosettori nei quali è diviso il commercio internazionale, esclusi i settori oil&gas e materie prime. Sono stati presi in esame 932 prodotti in termini di “Foreign Trade Surplus”, e l’Italia occupa la 1° posizione per 235 prodotti (con un totale positivo di 56 mld di $ di surplus nella bilancia commerciale); la 2° posizione per 376 prodotti (con un surplus di 68 mld di $; la 3° posizione per 321 prodotti (con un surplus di 53 mld di $).

Soltanto tre Paesi (Cina, Germania e USA) hanno risultati migliori dell’Italia nel mondo e soltanto cinque Paesi (i tre precedenti, più Giappone e Sud Corea) superano per l’export un surplus della bilancia commerciale superiore all’Italia. Questo dimostra la profonda trasformazione che il “Made in Italy” ha operato negli ultimi anni; infatti il manifatturiero italiano nell’export si è affermato non solo nei settori tradizionali quali la moda, l’arredo e i prodotti alimentari, ma anche nella “mechanical engineering” e altri settori come il farmaceutico in rapido sviluppo e l’imballaggio.

L’industria manifatturiera italiana ha cominciato a risalire la china, con un passo ancora lento e assai disomogeneo tra i suoi comparti. Non si tratta di una falsa partenza, simile alle molte che hanno punteggiato la lunga crisi. Le prospettive rivelate dai dati e garantite dalle condizioni internazionali favorevoli e dalla politica di bilancio non più restrittiva sono di consolidamento e progressiva diffusione del recupero. È un nuovo inizio impostato su buone fondamenta, non una semplice ripresa congiunturale. Perché il contesto esterno e la realtà interna sono molto cambiati nell’arco degli ultimi anni e anzi stanno ulteriormente mutando quasi sotto i nostri occhi.

Desidero inoltre affermare che la CCIR, nei suoi oltre 50 anni di attività, fondata nel 1964 come prima Camera di Commercio che la URSS fece con un Paese occidentale, ha sempre accompagnato le imprese italiane prima in URSS e poi nella Federazione Russa a sviluppare l’interscambio fra i due Paesi cercando di superare sempre i momenti di difficoltà in ambito politico che ci sono stati lungo il percorso.

La comunità d’affari italiana ha operato guardando al medio e lungo periodo evitando di lasciarsi condizionare il più possibile dal clima politico del momento. Infatti negli ultimi due anni le imprese italiane non hanno abbandonato il mercato russo, ma anzi diverse stanno cercando partner e regione dove localizzarsi in Russia e alcuni sono presenti oggi qui. E concludo Sig. Ministro affermando che l’interscambio commerciale italo-russo ha una storia che viene da molto lontano, non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità e spero che Lei mi confermi che può continuare a svilupparsi sia oggi che in futuro in un mercato russo che intende sviluppare una sua industria manifatturiera competitiva.”

Le domande che sono seguite sono state rivolte da Marco Tronchetti Provera (Pirelli), Paolo Clerici (Coeclerici), Giampietro Benedetti (Danieli), Aldo Fumagalli (Candy), Luigi Scordamaglia (Gruppo Cremonini), Antonio Fallico (Intesa SanPaolo) e Vincenzo Trani (General Invest).

Mi piace ricordare la frase conclusiva del discorso del Ministro S. Lavrov perché sintetizza la politica estera russa oggi: “Le molteplici sfide e minacce della “contemporaneità”, in particolar modo l’esplosione senza precedenti del terrorismo internazionale, richiedono che vengano unite le forze sulla solida base del diritto internazionale. È evidente che per fare ciò è necessario allontanarsi dalla logica viziata di azioni unilaterali e dai tentativi di creare nuove linee di divisione”. Infatti ritiene fondamentali i rapporti tra Russia e Italia in virtù della loro natura particolarmente strategica; perché non si tratterebbe di un rapporto basato solo “sulle carte”, ma radicato nei sentimenti reciproci dei popoli dei due Paesi, nel modo in cui vogliono costruire i rapporti in Europa.

Il secondo ha visto la sottoscrizione del memorandum di cooperazione tra la Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR), ITA (Italian Trade Agency – ICE) e la Camera di Commercio e Industria della Federazione Russa (TPP), per incentivare la cooperazione tra le tre istituzioni, al fine di implementare azioni congiunte di supporto alle aziende italiane e russe in fase di internazionalizzazione.


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