ROSARIO ALESSANDRELLO: BILANCIO OSCURO DEL 2015 E PREVISIONI DI SPERANZA DEL 2016

ALESSANDRELLO
Cav. Lav. Ing. Rosario Alessandrello
Presidente della Camera di Commercio
Italo Russa

Il 2015 ha reso consapevole l’opinione pubblica mondiale che il terrore perpetrato in larghe parti del sud-ovest asiatico e del nord Africa da persone che sostengono di combattere per la fede islamica è diventata una realtà anche in Europa e negli Stati Uniti, oltre a esserlo con “continuità” in Russia.

Questa situazione, che non ha nulla a che vedere con la religione in quanto tale, è il riassunto di condizioni politiche e sociali prodotte da guerre “inventate”, situazioni economiche e manipolazioni geopolitiche, create dalle potenze occidentali dominanti. Basti ricordare il fatto che furono i servizi segreti anglo-americani e sauditi ad attuare la militanza jihadista durante la guerra afgana del 1980-1989, rafforzata dall’invasione e distruzione dell’Iraq nel 2003 e della Libia nel 2011, e dall’orrenda guerra in Siria fomentata e sostenuta da alleati degli USA e dell’UE quali Arabia Saudita, Turchia e Qatar.

Questo strumento geopolitico si è trasformato in una piaga che minaccia tutta la civiltà con la sua concezione nichilista dell’uomo come bestia assetata di sangue, ma ciononostante continua ad essere usato anche per destabilizzare la Russia e la Cina, coi ribelli ceceni ed i militanti cinesi Uighur, entrambi attivamente coinvolti nella guerra in Siria.

Senza la protezione USA del potere anglo-saudita dalla fine della seconda guerra mondiale, non ci sarebbero mai stati il terrorismo Jihadista, Al Qaeda e l’Isis.

Spezzare questa alleanza tra britannici, sauditi e Obama è la chiave per risolvere la crisi esistenziale mondiale oggi. Ed è per questo che il Segretario di Stato John Kerry ha preso le distanze dalla politica di “regime change” (in Siria) e di sostegno agli jihadisti del presidente Obama in Siria e ha siglato un’intesa con il Presidente russo Vladimir Putin e col Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, nel tentativo di porre fine alla guerra in Siria e di promuovere una nuova cooperazione diplomatica tra le due principali superpotenze dotate di armi nucleari.

L’azione diplomatica di Kerry, che promuove la messa in atto della formula originale di Ginevra per porre fine alla guerra, tenendo la Siria unita con un governo di transizione, ha fatto infuriare il presidente Obama e i suoi più stretti consiglieri, Susan Rice e Valerie Jarrett; ma questi hanno potuto fare ben poco una volta che Kerry ha annunciato pubblicamente al mondo che gli USA avevano abbandonato la politica di “regime change” in Siria.

Subito dopo l’incontro a Mosca tra Kerry, Putin e Lavrov, si è riunito a New York il gruppo di Vienna delle 17 Nazioni e il Consiglio di Sicurezza dell’ONU che hanno approvato una risoluzione sul processo di pace nei prossimi 18 mesi, elaborata a Vienna poche ore dopo gli attentati del 13 Novembre a Parigi.

La risoluzione non menziona specificamente lo status del Presidente siriano Bashar Assad, e le dichiarazioni successive di Kerry, Putin ed altri chiariscono che la decisione sul suo futuro verrà presa esclusivamente dal popolo siriano, senza interferenze straniere.

Ora è atteso il compito più difficile: Kerry deve convincere gli alleati della coalizione USA, come Arabia Saudita, Turchia e Qatar, ad imporre il cessate il fuoco ai gruppi che hanno armato e finanziato negli ultimi cinque anni.

Vista la debolezza del Ministro della Difesa Ashton Carter e del nuovo Capo degli Stati Maggiori Riuniti, Gen. Dunford, che é stato appena nominato, tutto il peso ricade sulle spalle del Segretario di Stato Kerry.

Però la posizione di J. Kerry è rafforzata da due denunce: l’ex Ministro della Difesa USA, Chuck Hagel ha fatto una dichiarazione devastante contro Susan Rice ed il Presidente Obama per aver cercato di distruggerlo perché aveva osato criticare la follia di sostenere gli jihadisti contro Assad.

Inoltre, i governi russo e norvegese hanno reso pubbliche prove inconfutabili della perfidia turca, e perfino funzionari del Dipartimento del Tesoro USA hanno confermato che il regime turco è un partner dell’Isis nel mercato nero del petrolio su cui si reggono le entrate dello Stato Islamico nel nord della Siria e dell’Iraq. Inoltre, l’Isis è attivo nel traffico di eroina ed oppio dall’Afghanistan in Russia e in Europa, che rende circa un miliardo di dollari all’anno.

Per impedire la grande alleanza contro l’Isis e la neutralizzazione delle provocazioni turche, arriva l’incitamento dell’Arabia Saudita per isolare l’Iran e gettare benzina sul fuoco della guerra Sciita/Sunnita, decapitando barbaramente l’Imam della minoranza sciita in Arabia Saudita.

Le provocazioni dell’Arabia Saudita, della Turchia e del Qatar continueranno sperando di far fallire gli accordi già trovati tra USA, Russia e Iran.

Non parliamo dell’UE che non si capisce dov’è, cosa fa e cosa balbetta.

Forse è rimasta alla conferenza sul clima di Parigi senza aver letto però quanto riportato dal settimanale di strategia del 17 dicembre 2015 di KAIROS che ricorda che un certo Chronicon Sigeberto di Gembloux, nato nel 1031, non parla per esperienza diretta dell’attesa della fine del mondo che aveva segnato la generazione precedente. Non ci descrive nemmeno quale fu la reazione dell’Europa cristiana nel constatare, all’alba del nuovo millennio, che il mondo c’era ancora. Possiamo solo immaginare che il sollievo fu reso ancora più grande dal tepore di quel giorno. Il mondo stava infatti attraversando una fase di riscaldamento globale che era iniziata da cinquant’anni e che si sarebbe protratta fino al 1100.

Tutto questo è avvenuto senza che ci fosse stata ancora la rivoluzione industriale, la motorizzazione dell’uomo, gli impianti di riscaldamento, ecc… chissà, forse, un “miracolo della Natura”.

“Baloccarsi” per l’UE è meglio perché la soluzione degli altri “problemi” che possono portare alla prossima guerra mondiale è bene lasciarla agli altri.


®immagini: web, Rosario Alessandrello