Convegno-InazUn appello affinché l’economia metta al centro l’uomo e l’impresa sia attore sociale e fattore di incivilimento. È il tema affrontato al convegno “Valori d’impresa e incivilimento” del 14 settembre 2015, al quale hanno partecipato gli economisti e accademici Marco Vitale, Vittorio Coda e Mauro Minoja e sono stati presentati i casi di successo di Teatro La Fenice, Bruno Generators, Buzzi Unicem e Uni.Campus Biomedico. L’incontro di quest’anno ha affrontato un binomio che può apparire incongruo. L’incivilimento ci sembra una fase che precede, e di molto, il concetto stesso d’impresa; consideriamo ovvio che i valori che ne guidano l’azione siano un derivato della raggiunta “civiltà”. Ma non è così! L’eccessiva, quasi esclusiva attenzione agli aspetti finanziari rischia di confinare le aziende solo al ruolo di strumenti di mercato precludendo ad esse un rapporto assai più articolato con la società in cambiamento. Ormai chi sa guardare un poco più in là l’ha capito da tempo: non stiamo vivendo una crisi, né tanto meno una crisi economica. Stiamo vivendo una fase storica di radicale trasformazione del mondo. In questa situazione occorre che tutti gli attori politici, economici, sociali si rendano conto rapidamente che anche i valori di riferimento stanno cambiando, anzi sono già cambiati. Si possono riassumere in un concetto apparentemente semplice, quasi ovvio da come viene da tutti ripetuto: rimettere al centro l’Uomo. Ma quando questa affermazione cessa di essere uno slogan e diventa un obiettivo vero, allora l’enunciazione assume il peso di una sfida rivoluzionaria.

Di questo travaglio generale l’impresa è parte non secondaria; non può tirarsi fuori affermando che il suo scopo è soltanto quello di remunerare il capitale investito. Le aziende che sono riuscite a sopravvivere in questi anni così difficili devono oggi con la stessa grinta, costruire il futuro ripensando in termini nuovi ai valori cui fanno riferimento. Se il teatro di operazione non è più solo il mercato della visione liberista, di quali nuovi “attrezzi” hanno bisogno le imprese? Per aiutarci a rispondere a questa difficile domanda docenti e testimoni – autorevoli, ma soprattutto amici – hanno accettato di buon grado il nostro invito. Marco Vitale ci ha messi in guardia contro il riemergere del neoliberismo, un pensiero ben lungi dall’essere stato travolto dalla crisi, ma che anzi sta tornando, ancora più forte. Vittorio Coda ci ha ricordato quanto sia importante che perché i valori in cui crediamo siano praticati occorre inculcarli nel cuore delle persone e iniettarli nella cultura delle organizzazioni, siano esse aziende o istituzioni, attraverso ben studiati processi di diffusione. Ed è proprio in questo spirito che la tavola rotonda finale, condotta da Mario Minoja, ha presentato testimonianze di imprese e comunità di persone che, con creatività e cooperazione, con successo mirano a un fine comune guidate da un sistema di valori. Il nostro auspicio è che, attraverso questo convegno e con gli importanti contributi delle persone che vi hanno partecipato, si producano effetti diffusori nel tessuto economico-sociale, una sorta di benefico “contagio” fra le persone e organizzazioni che vengono a conoscenza di nuovi valori e nuove pratiche, si incuriosiscono, si lasciano affascinare, provano a metterli in atto e, infine, vi aderiscono pienamente.

Cavaliere del Lavoro Dottoressa Linda Gilli

®immagini: Inaz