ANCHE SUI FATTURATI ONLINE CADRA’ IL TABU DELLA SEGRETEZZA

Poco trasparenti sul web, evviva il web.  Il timore, quasi reverenziale, che le aziende della moda dimostrano nei confronti dei propri risultati online emerge in modo chiaro dall’indagine condotta all’interno del dossier di questo numero di Pambianco Magazine. Sono state interpellate alcune tra le principali imprese italiane. Ebbene, la maggioranza di loro non ha voluto fornire indicazioni sul valore del proprio e-commerce. Qualcuno si è trincerato dietro le policy aziendali, qualcuno ha ammesso la difficoltà di comunicare i dati. In generale emerge la voglia di mantenere top secret i ‘tesori’ del proprio giardino. Questo timore è anche una conferma di quanto Internet e i social abbiano guadagnato terreno tra le priorità del settore. Per chi ha seguito l’evoluzione della moda e del lusso negli ultimi decenni è interessante il parallelo con la voglia di segretezza sui bilanci che caratterizzava le aziende fino a non troppi anni fa.
Questa gelosia era, sì, in parte riconducibile al fatto che si trattasse di aziende spesso familiari, poco interessate a divulgare cosa entrava nelle tasche di casa. Ma, in parte notevole, era dovuta alla convinzione che divulgare gli aspetti di bilancio si traducesse in un vantaggio per i competitor.
Con il passare del tempo (e degli sforzi giornalistici), ha prevalso la consapevolezza dell’importanza di comunicare i numeri del proprio business.
Le informazioni sui risultati aziendali sono divenute sinonimo di trasparenza e la vera cartina di tornasole della validità di un progetto imprenditoriale.
È auspicabile dunque, che anche per le vendite on-line si verifichi lo stesso percorso. Probabilmente a velocità assai superiore. Le aziende, dunque, dovranno prendere confidenza con i propri numeri di e-commerce e iniziare a comunicarli. Proprio perché si tratta di dati progressivamente sempre più ‘sensibili’, cioè indicatori significativi dell’andamento del business aziendale, saranno sempre più vincolati a impegni di comunicazione (che diventano obblighi per chi è quotato o ha rapporti stretti con azionisti o bond-holder).
Ma non solo. Anche qui, come accaduto con i fatturati tradizionali, la chiarezza e la trasparenza su dati e strategie online diventeranno un fattore distintivo. Non solo indice della salute del soggetto imprenditoriale, ma anche indicatore della sua capacità di seguire l’innovazione, se non di essere innovatore esso stesso.

David Pambianco