Siamo ormai a ridosso delle vacanze estive e tra qualche giorno per molti inizierà il meritato riposo estivo. Come al solito sarà l’opportunità per ricaricare le batterie per far fronte agli impegni autunnali in modo adeguato che, come ormai accade da troppo tempo, ogni anno si presentano più impegnativi. Quest’anno trascorrerò le mie prime vacanze estive da Direttore di Ergonews ed è dunque anche giusto approfittarne  per fare un primo bilancio sull’andamento della testata. Per evitare qualunque conflitto di interessi e bene che siano i lettori a dare un giudizio ma i numeri relativi ai click, alle pagine visitate, agli articoli letti esprimono dal canto loro un giudizio molto positivo. In più abbiamo ancora in serbo con il comitato di redazione molte altre iniziative per cui a settembre speriamo di arricchire ancora di più la nostra newsletter per renderla sempre più godibile per un pubblico esigente come quello dei Cavalieri del Lavoro e non solo. Tra l’altro a Milano in settembre vedremo definitivamente all’opera anche il nuovo sindaco e la nuova giunta comunale che si sono naturalmente già installati a fronte del risultato delle recenti elezioni comunali. Tutti ci aspettiamo dai nostri amministratori (e ce lo saremmo naturalmente aspettato anche se avesse vinto la parte avversa) una città sempre più in linea con le esigenze dei propri cittadini. Tutti auspichiamo di vivere in una città dove coniugare lavoro, sicurezza, decoro urbano e libertà di scelta rappresenti la normalità e non un sogno al quale anelare. Come tutti sanno non sono milanese bensì “etrusco” di Tarquinia per cui ritengo di poter esprimere un giudizio su Milano, e più in generale sulla Lombardia, senza poter essere tacciato di campanilismo. La professione mi ha consentito inoltre di visitare oltre 65 diversi Paesi del mondo per cui anche in termini di confronto credo di aver maturato una buona capacità di giudizio. Finita la campagna elettorale, dove con ragioni diverse le due maggiori coalizioni in causa lasciavano percepire una città che fosse quasi “alla frutta”, oggi si può esprimere un giudizio più equilibrato e meno legato alla ricerca del consenso da rincorrere a tutti i costi per vincere le elezioni. Personalmente ritengo Milano una delle città più vivibili a livello internazionale. Una città mediamente pulita dove, salvo eccezioni, è difficile vedere cumuli di rifiuti o cassonetti tracimanti di immondizia, una città con un senso civico superiore certamente alla media nazionale, una città che offre ai propri cittadini, e non solo, una vastità di offerta disponibile per tutti i ceti sociali. I trasporti pubblici funzionano molto più che dignitosamente, il sistema teatrale ad iniziare naturalmente dalla Scala, è di livello internazionale.

Il sistema museale può competere con quelli di città molto più blasonate. La sanità Milanese e lombarda è una eccellenza.  Negli ultimi 5/6 anni Milano ha cambiato pelle. In un periodo in cui il mondo ha attraversato la più grande crisi mondale dal 1929 la nostra città ha realizzato cose difficilmente immaginabili anche in periodi di grande sviluppo economico. Con soluzioni all’avanguardia che l’hanno posta al centro dell’attenzione internazionale ed il cui positivo follow up è sotto gli occhi di tutti. Lungi da me l’idea di distribuire meriti politici rispetto al raggiungimento di questi obiettivi. Ognuno la pensi come vuole, dall’andamento di EXPO 2015 in poi, ma i risultati sono innegabili. Milano oggi più che mai è la capitale economica del Paese e la locomotiva che sta trascinando l’Italia nel terzo millennio. Certo, problemi da risolvere ce ne sono sempre ed in particolare quello legato ai flussi migratori che stanno alterando l’equilibrio sociale di molti paesi sviluppati e creando problemi percepiti e/o reali di scarsa sicurezza. Si tratta di un problema di difficile soluzione tipico di molte città del mondo; europee e non solo. Ma anche in questo caso la generosità dei milanesi fa sì che i disagi che il fenomeno comporta siano importanti ma inferiori rispetto a tanti altri “peers” nazionali e/o internazionali. Il volontariato a Milano è quasi una religione e tanti giovani o meno giovani di cui poco si parla regalano il loro tempo all’assistenza delle fasce più deboli della popolazione e tra questi coloro che sono arrivati nel nostro Paese con la speranza (spesso remota) di avere un futuro migliore per loro e per i loro figli. L’Opera di San Francesco, il Pane quotidiano, il Vidas, Fondazioni e Onlus varie rappresentano una ricchezza meneghina che pochi altri possono vantare. Certo nelle periferie i problemi sociali sono più esasperati. Certamente qui c’è ancora molto da fare. Non con promesse elettoralistiche ma con programmi adeguati che fissino degli obiettivi e i relativi tempi di realizzazione. Non per mettere tutto in positivo ma la situazione è certamente meno drammatica della “banlieue” parigina. Anche in questo caso esprimo un parere personale e pertanto non necessariamente condivisibile ma io mi sento più sicuro a Milano che a New York o a Parigi. È chiaro come io ami questa città, che mi ha accolto molti anni fa, che mi ha offerto molte opportunità e che in definitiva a contribuito a rendermi quello che sono. Nel mio piccolo cerco di restituirgli almeno una piccola parte di quanto mi ha dato. E se tutti cercassimo di fare la stessa cosa probabilmente molti dei problemi che sono rimasti da risolvere troverebbero sicuramente una soluzione più adeguata.  Per me Milano “l’è semper una gran Milan” e se lo dice un etrusco di Tarquinia credo che sia una conferma in più. Ed ora buone vacanze a tutti!

     a cura del Direttore, Cav. Lav. Franco Moscetti