Armani si conferma leader del ranking. Dietro, cambiano molte posizioni
e ci sono 7 new entries nella top 50 della moda e del lusso.
Nella top 15 del design, il podio resta invariato.

di Luca Testoni

Armani continua a guidare la classifica de ‘Le Quotabili’ di Pambianco. Ma, dietro alla conferma dello stilista piacentino, emerge un quadro di continuo dinamismo, con numerosi cambi di posizione tra le 50 top aziende della Moda e del Lusso, e con sette new entry rispetto al 2015. I risultati dell’undicesima edizione del rating di Pambianco Strategie di Impresa sulle aziende della moda e del lusso, assieme alla classifica delle 15 quotabili del
settore design, sono stati presentati il 6 dicembre con una conferenza stampa alla Borsa di Milano. La ricerca sulle quotabili evidenzia, con un rating quantitativo, le caratteristiche che una società deve avere per essere quotata nel giro di 3-5 anni.
“Il rating – ha detto Barbara Lunghi, head of primary markets Borsa Italiana – è molto atteso dalle aziende e dagli operatori. E genera un importante processo di consapevolezza verso la quotazione”.

LE CLASSIFICHE
Il rating della moda e del lusso, dunque, vede ancora Armani al primo posto, seguito quest’anno, nell’ordine, da Valentino (al settimo posto lo scorso anno), Ermenegildo Zegna (che scende dunque alla terza posizione rispetto alla seconda del 2015), Gianni Versace (era quinto) e Dolce&Gabbana (perde una posizione: era quarto). Assai più stabile il podio del settore design: confermati i primi tre (nell’ordine, Flos, Kartell e B&B Italia). Al quarto e quinto posto entrano Minotti e Molteni.
La diversa dinamicità emerge anche in relazione alle new entries: sette nuove quotabili per la moda e il lusso; una per il design. Nella ricerca viene precisato che “l’uscita di un’azienda non significa necessariamente che la sua performance sia stata negativa (anche se questo può essere il caso), ma che nella graduatoria sono entrate aziende con una performance migliore”.
Le sette new entry nel settore moda e lusso di quest’anno sono Golden Goose (calzature), Golden Lady (calzetteria), Gianvito Rossi (calzature), De Rigo (occhiali), Lardini (abbigliamento), Morellato (gioielleria) e Bottega Verde (beauty). L’aspetto che traspare, ha commentato David Pambianco “è la trasversalità delle aziende entrate in classifica. Sono infatti coperti tutti i settori”. Nel design, la sola nuova quotabile è Cattelan (Arketipo).

UN RATING SU OTTO FATTORI
Le modalità di calcolo del rating si basano su otto fattori (vedi tabella) cui viene assegnato un peso differente. “Le valutazioni – ha ricordato Pambianco – variano di anno in anno”. Il modello di calcolo del rating parte dall’analisi di un campione di 860 aziende della Moda e

del Lusso e di 160 aziende dell’Arredo e Design. “Consideriamo solo aziende con un proprio marchio”, ha precisato Pambianco. Il giudizio, per le top 50 e top 15, viene poi assegnato sulla base degli otto fattori “di cui cinque quantitativi, e tre qualitativi, quindi con qualche margine di discrezionalità”. La parte preponderante (un peso del 18% ciascuno) è riconosciuta alla crescita percentuale del fatturato e all’ebitda medio dei tre esercizi precedenti. Un peso leggermente inferiore (il 16%) è assegnato alla notorietà del marchio, mentre il 13% ciascuno è riconosciuto alla dimensione e alla percentuale delle esportazioni.

I NUMERI DEI CAMPIONI
In termini di risultati economici complessivi, il fatturato 2015 delle top 50 della Moda e del Lusso è salito dell’8,4% rispetto al +8,7% dell’anno precedente (vedi tabella allegata). L’ebitda margin è leggermente sceso dal 14,3% al 13,9 per cento. Accelera, invece, il design. I ricavi aggregati del campione sono aumentati nel 2015 del 7,3% (contro il 4,7% del 2014), e l’ebitda margin è salito al 15,1% rispetto al precedente 14,1.
Restano le notevoli differenze dimensionali. In termini aggregati, i ricavi 2015 delle top 50 della moda e del lusso valgono 19,79 miliardi di euro, quelli della top 15 del design 2,19 miliardi. La differenza è anche più evidente a livello di dimensioni aziendali. Il fatturato medio della moda è di 396 milioni, quello dell’arredo di 146 milioni.

LE PROSPETTIVE
“Le 25 aziende quotate del fashion e design – ha ripreso Lunghi – valgono oggi 51,1 miliardi di euro, pari al 10,7% della capitalizzazione di Borsa”. Se Le Quotabili di Pambianco facessero il passo verso Piazza Affari, “avrebbero una raccolta potenziale di 11,2 miliardi, per una capitalizzazione di 37,3 miliardi”.
“Nel 2017 – è intervenuto Roberto Bonacina, partner lead advisoring M&A EY e sponsor della ricerca – ci attendiamo una ripresa delle quotazioni, anche per effetto degli slittamenti del 2016, anno in cui non si sono registrate Ipo nella moda e nel design”. In generale, Bonacina ha evidenziato un rallentamento nei settori moda e lusso, che si è riflesso in un generale calo dei multipli riconosciuti (oggi attorno a: 2,3 l’ev/fatturato; 11,6 l’ev/ebitda; 24,5 il p/e). Si tratta, ha concluso il manager, “di un rallentamento sano. Il settore si sta ridisegnando in termini di mercato e operativi. Siamo positivi. I tassi di crescita saranno inferiori, ma più duraturi e sostenibili”.