Il made in Italy di cosmetici in conto terzi si conferma traino globale. Nel 2015,
le principali 20 aziende del settore hanno superato 1,28 mld di fatturato (+15%).
di Chiara Dainese

Numeri importanti per il ‘sottobosco’ della bellezza made in Italy. Il terzismo è un settore che lavora dietro le quinte, poco conosciuto dal consumatore finale. Eppure il nostro Paese nel make-up detiene la leadership della produzione mondiale: oltre il 65% dei rossetti che fanno il giro del mondo nascono proprio nel distretto lombardo. Crema, Bergamo, Agrate Brianza e Milano sono il ‘quadrilatero’ del trucco, dove si concentra la gran parte dei terzisti italiani produttori di make-up. Non solo. Queste aziende negli ultimi anni non hanno rallentato la loro corsa, crescendo sia in termini numerici sia di produzioni per conto non solo di aziende italiane, ma anche e soprattutto di quelle internazionali.

A tracciare un quadro aggiornato dell’andamento delle principali aziende italiane in conto terzi è lo studio di Pambianco Strategie di Impresa che evidenzia come le 20 aziende del campione abbiano chiuso il 2015 registrando ricavi aggregati per 1,28 miliardi di euro, in crescita del 15% sul 2014. Nel dettaglio, ben 17 aziende prese in esame dallo studio hanno chiuso il 2015 con un aumento di fatturato.

Per tredici di queste, si è trattato di un incremento a due cifre. Da segnalare anche che le imprese con ricavi in calo (tre) hanno avuto tutti decrementi minimi (single-digit) o particolari cambiamenti nell’azienda che hanno giustificato un andamento negativo contenuto.

TOP TEN PER FATTURATO
Al vertice della classifica dell’analisi Pambianco si posiziona la Intercos, con sede ad Agrate Brianza, e che, con i suoi 401,7 milioni di euro di fatturato nel 2015 e una crescita del 14,8%, è l’apripista del settore. Anche il 2016 sta andando molto bene e come ha rivelato a Pambianco Beauty Dario Ferrari, che ha fondato l’azienda 44 anni fa e che oggi dispone del 57% del capitale azionario (il 43% è del fondo Catterton) , si chiuderà a oltre 460 milioni di euro. “La vera concorrenza – ha sottolineato Ferrari – non arriva dall’Italia, ma dal resto del mondo. E in particolare dall’Asia. Per noi questo mercato è particolarmente strategico: contiamo 5 stabilimenti nel continente, di cui 4 in Cina e uno in Corea, quest’ultimo attualmente in costruzione”. Il patron di Intercos stima di raggiungere a fine 2016 in Asia un fatturato di circa 120 milioni di dollari, con l’obiettivo per il 2020 di arrivare a oltre 220 milioni di dollari.

Al secondo posto della classifica, c’è Cosmint che ha totalizzato un fatturato di 128 milioni di euro in aumento del 7,5% sul 2014. Proseguendo nella classifica, si posiziona terza Chromavis con ricavi in crescita (+18,8%) a 107,5 milioni di euro. Azienda della provincia cremasca è stata recentemente acquisita dalla multinazionale francese Fareva, colosso da 1,5 miliardi di giro d’affari che ha posto a Crema il quartier generale della cosmetica di tutto il gruppo. “Le grandi case cosmetiche hanno smesso di fare ricerca attiva nel beauty – ha dichiarato Romualdo Priore, strategic marketing director di Chromavis – e lasciano alle nostre aziende il compito di innovare e formulare proposte per il futuro. Abbiamo allargato le nostre competenze a tutti i settori beauty. Dalle polveri al mondo nail, riusciamo a completare la richiesta del mercato attuale. Chromavis dispone di piattaforme produttive in tutto il mondo, questo presidio internazionale ci permette di produrre nella più alta sicurezza con un’importante impatto sulla struttura tecnologica aziendale”. Quarta Farmol, con un fatturato di 69 milioni di euro in aumento a doppia cifra. L’azienda, con sede a ComunNuovo (BG), ha ceduto la maggioranza al terzo fondo di Quadrivio nel Private Equity, con la famiglia e il management che manterranno il 30 per cento. Farmol verrà supportata nel suo percorso di crescita attraverso il consolidamento del mercato di riferimento e della base clienti attuale, oltre allo sviluppo all’estero tramite la realizzazione di un nuovo impianto produttivo in Slovacchia volto all’ampliamento della gamma prodotti ad oggi offerti dalla società.

“Questa operazione – ha dichiarato Carlo Innocenti, amministratore delegato di Farmol – darà all’azienda lo slancio necessario per proiettarsi nel futuro e la metterà nella condizione di poter cogliere le migliori opportunità di consolidamento e di crescita nei mercati locali e internazionali”.

Al quinto posto si trova Biofarma, che ha registrato un aumento del fatturato del 16% attestandosi a 66 milioni. A oggi, Biofarma opera per il 40% sul mercato estero, America ed Europa, ma si sta orientando anche su quello Medio Orientale.

Sesta ICR – Industrie Cosmetiche Riunite con ricavi a 58,7 milioni di euro in deciso calo del 31,9% rispetto allo scorso esercizio, causato principalmente “da modifiche contrattuali con un cliente e da un cambio di perimetro di consolidamento”, come riportato in una nota del bilancio depositato. Fondata nel 1940, l’azienda lodigiana crea profumi per marchi di moda come Blumarine, Bulgari, Collistar, Dsquared2, Salvatore Ferragamo, Gianfranco Ferré, Trussardi, Emanuel Ungaro, per citarne alcuni. Nel 2015 ha prodotto 86 milioni di pezzi distribuiti in 117 Paesi del mondo. “Dall’anno della sua fondazione nel 1975 – ha sottolineato in un comunicato il presidente Roberto Martone – l’azienda è sempre cresciuta in modo dinamico e armonioso, attenta alle esigenze del mercato e dei propri partner. Gli investimenti nell’area produttiva, nelle risorse umane e nel territorio sono la nostra caratteristica distintiva oggi e nel futuro che guardo con positività affiancato dalle mie figlie Giorgia e Ambra, figure indispensabili nell’attuale dinamica aziendale”.

Segue Regi con un fatturato di 47,3 milioni di euro in crescita del 84,6% e best performer della classifica 2015. Fondata nel 1994 Regi è oggi fra i produttori leader di make-up conto terzi grazie ad un team altamente specializzato, alla cura di tutto il processo di produzione e al costante investimento nell’innovazione.

In ottava posizione c’è Art Cosmetics con ricavi che nel 2015 sono volati a quota 44,2 milioni (+22,6%). Il produttore conto terzi di make-up prevede di chiudere quest’anno a quasi 70 milioni di euro, con un’ulteriore progressione del 55 per cento. Uno sviluppo legato sia ai ricavi like for like sia all’acquisizione di nuovi clienti, nonché all’ingresso in diversi mercati, tra cui Usa e Francia. “La nostra crescita è molto strutturata – ha precisato Fabrizio Buscaini, vp sales di Artcosmetics – e dipende soprattutto dalla capacità di essere creativi, dal know-how nel lancio di innovazioni formulative, e nella rapidità del servizio, sia in termini di velocità di esecuzione e consegna sia in termini di flessibilità produttiva”.

Al nono posto c’è Ancorotti Cosmetics, con un fatturato di 43,2 milioni di euro in crescita del 57,1 per cento. “Investiamo tantissimo in innovazione – ha raccontato il presidente Renato Ancorotti – e infatti presentiamo ai clienti le nostre collezioni, pensate e create da noi, e poi le customizziamo sulle loro richieste”.

Ancorotti, tra l’altro, ha avuto una crescita accelerata dei ricavi nei primi mesi del 2016 con una previsione a 70 milioni di euro a fine anno. Chiude la classifica Incos Cosmeceutica industriale che ha archiviato l’esercizio 2015 con ricavi a 37,9 milioni di euro in crescita del 12% rispetto al 2014.

I BIG PER CRESCITA

Considerando i primi cinque per crescita percentuale del fatturato, al primo posto si trova la cremasca Regi con un’accelerazione dei ricavi dell’84,6 per cento. Al secondo posto Farmol, in salita del 59,5 per cento. Terza in classifica Ancorotti Cosmetics, con una crescita del 57,1 per cento.

L’azienda, dalla fondazione nel 2008, ha sempre registrato tassi di incremento a doppia cifra del fatturato, ma negli ultimi anni ha tagliato rilevanti traguardi passando da un giro d’affari di circa 20 milioni di euro nel 2014 agli attuali 43,2 milioni. Alle spalle, HSA (+33,5%), azienda con oltre 30 anni di storia è presente in più di 90 Paesi del mondo e su una superficie di 45mila mq sviluppa e produce attualmente più di 100 marchi e 500 nuance disponibili in varie formulazioni. Chiude la classifica la Tosvar in crescita del 23,3 per cento.

I LEADER PER REDDITIVITÀ
Per quanto riguarda la classifica per redditività, è da notare che le prime due realtà non sono presenti nella top ten per dimensione. Al vertice c’è infatti B.Kolormakeup & Skincare con un ebit da del 35,1 per cento. Secondo posto per HSA con una redditività pari al 28,2 per cento. Terza in classifica Biofarma con il 24,7% di ebitda che da oltre trent’anni contribuisce al successo dei propri clienti offrendo un servizio chiavi in mano che va dall’idea al prodotto finito. Quarta e quinta posizione per Regi e Icr con una redditività che nel 2015 ha raggiunto il 24,4 e il 23,4 per cento.