La LIGURIA si candida a diventare la California italiana

Il piano dell’internazionalizzazione punta anche ad attrarre nuovi investitori esteri, in crescita nel 2016 l’export, tra le migliori in Italia.

Nel 2016 la Liguria ha raggiunto il record storico di 15 milioni di presenze turistiche. Non accadeva da 15 anni. Un dato che proietta la regione tra le mete preferite a livello internazionale. L’economia della Liguria sta trovando una nuova identità nel rinnovato equilibrio tra industria e elevato grado di innovazione e turismo, attraverso un rilancio del territorio che vada oltre il turismo balneare per allargarsi alle risorse naturalistiche ed enogastronomiche, anche dell’entroterra, fruibili in tutte le stagioni dell’anno. Accanto alla vocazione turistica, la Liguria conserva una forte tradizione portuale: i tre scali commerciali rappresentano la prima industria del territorio e danno lavoro a circa 37 mila persone tra occupati diretti e indotto. “Siamo la prima regione – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi – per incidenza sull’export dell’attività legata ai porti: ci sono ancora molti margini di miglioramento e vogliamo sfruttare al meglio le potenzialità delle professioni legate al mare promovendo azioni di sviluppo dei collegamenti internazionali, eliminando rigidità e inefficienze, facendo una più incisiva concorrenza agli scali del Nord Europa che attualmente drenano ancora molti traffici naturali alla Liguria”. La Liguria ha registrato, nei primi 9 mesi del 2016, dati Unioncamere Liguria su fonte Istat, una crescita dell’export dell’8,5%, un tasso tra i più alti a livello nazionale. Passando da 4983 a 5408 milioni di euro, di cui 3005 milioni destinati a Paesi Extra-Uel ovvero il 55,6% del totale, in aumento del 9,7% rispetto allo stesso periodo del 2015, mentre verso l’area comunitaria l’export è cresciuto del 7,1%. Il settore che ha maggiormente determinato questa crescita è quello manifatturiero, i cui prodotti rappresentano oltre il 90% dell’export regionale e, nel periodo esaminato, sono cresciuti del 10,2%.

“Il tessuto economico regionale – commenta l’assessore Rixi – conserva una propria idendità manifatturiera oggi rivolta all’innovazione e alla ricerca. Grazie anche alla presenza a Genova dell’Iit, l’istituto italiano di tecnologia, vogliamo dare un forte impulso alla nascita di imprese da brevetti innovativi. In tal senso, abbiamo di recente varato la riforma dei poli di ricerca e innovazione, ridotti da 8 a 5, ma con più definite vocazioni e identità. L’obbiettivo della Regione Liguria è garantire una strategia e una visione unitaria, una pianificazione efficace alle azioni rivolte al trasferimento tecnologico, per rendere maggiormente competitiva la regione e le imprese nell’ambito dell’alta tecnologia nelle tre ‘smart specialization’ delle tecnologie del mare, scienza della vita e sicurezza del territorio. Vogliamo sviluppare le potenzialità dei poli di ricerca liguri promuovendoli all’estero, supportandoli nella partecipazione attiva ai cluster nazionali, alle piattaforme europee e nell’accesso ai progetti di ricerca e sviluppo dei fondi Por Fesr 2014-2020”. Dal 2001 al 2014, in Liguria si è registrato un aumento del 41% nel numero degli occupati del settore hi-tech e dell’81% del fatturato delle imprese del comparto. Oggi, sono 450 le aziende hi-tech in Liguria per un totale di 16 mila addetti.

Strategia: la legge sulla crescita del 2015

La rotta della politica economica dei prossimi anni è tracciata dalla legge sulla crescita, varata dalla giunta regionale nel 2015, e dalla strategia digitale, per impiegare e mettere a sistema i fondi europei, le risorse e gli interventi strutturali sul territorio con una strategia unitaria per il sostegno delle imprese. Per esempio attraverso l’abolizione dell’Irap per 5 anni per le imprese nate nel 2016, il rilancio delle attività economiche esistenti (grazie ai bandi Por Fesr solo nel 2016 sono stati attivati investimenti per circa 500 milioni di euro) e l’attrazione di nuovi investitori, anche esteri, attraverso forme agevolative attivabili grazie al nuovo Fondo strategico regionale. Alla promozione all’estero delle produzioni liguri di eccellenza che puntano su innovazione e qualità è finalizzato il Piano di internazionalizzazione 2017. Varato dalla Regione Liguria, con una copertura finanziaria di oltre 550 mila euro, il Piano è affidato nella gestione organizzativa a Liguria International, società per l’internazionalizzazione delle imprese, partecipata dalla finanziaria regionale Filse e dalle Camere di Commercio liguri. Il Piano, con una dotazione finanziaria complessiva di 551 mila euro, si articola su azioni di promozione delle eccellenze nei settori agroalimentare, florovivaismo, artigianato, azioni di impulso in ambito internazionale dell’economia del mare attraverso le filiere di settore, infine la valorizzazione dell’hi-tech e delle start up innovative e la promozione del brand Liguria con partecipazione a fiere ed eventi nazionali e internazionali . “La sfida – dice l’assessore Rixi – è attrarre nuove imprese perchè la Liguria ha tutte le carte in regola per diventare la “California italiana”, un territorio dove sia bello vivere, lavorare, fare business e trascorrere il proprio tempo libero in un paesaggio di straordinaria bellezza”.