UN UNICO CERVELLO PER IL MADE IN ITALY 4.0

di David Pambianco
Non mi sembra abbia ricevuto la dovuta attenzione il passaggio che la moda italiana sta decidendo a livello di strutture di rappresentanza, con la nascita di una maxi-federazione che riunisca l’intero spettro del fashion made in Italy. Un unico soggetto che ricomprenda Smi e la galassia della Fiamp, la quale a sua volta rappresenta le scarpe di Assocalzaturifici, la pelle di Aimpes e gli occhiali di Anfao. Certo, si tratta di un passaggio più formale che sostanziale, perché le associazioni coinvolte creeranno una sovra struttura chiamata Federazione Italiana Moda Tessile e Accessorio, ma non saranno assorbite. Dunque, non scompariranno. Eppure, questo passaggio formale non significa che le cose non cambino. È il caso di ricordare come il mondo associativo abbia già affrontato diverse rivoluzioni procedendo lungo una progressiva aggregazione dei soggetti. Qualche decennio fa, infatti, il progenitore Federtessile era l’emblema della frammentazione, poiché sotto di sé prevedeva 7 associazioni differenti, dagli industriali dell’abbigliamento a quelli della maglia, dalla seta ai cotonieri e alla nobilitazione.
L’importanza del nuovo soggetto va letta nei numeri, visto che vale più di 90 miliardi di euro di fatturato. Ma va letta, anche, in chiave strategica. L’aggregazione del mondo della moda ha un significato industriale, nel senso che va a recuperare dimensioni e sinergie sempre più importanti nel confronto globale. Ha un significato di posizionamento verso il mercato, in coerenza con quanto sta accadendo nelle sfilate milanesi che, a settembre, valorizzeranno in un’unica settimana una molteplicità di manifestazioni del Made in Italy. E ha forse il suo maggiore significato in chiave di innovazione futura. Negli ultimi mesi è diventato di moda parlare di industria 4.0. Ebbene, si tratta di un concetto dalle potenzialità enormi, ma complesso. Prevede la ricerca di sinergie tecnologiche lungo le filiere e tra le filiere. In una parola, richiede “connessioni”.

Creare un unico cervello per il made in Italy, è il primo passo facilitatore per muovere all’unisono le altre parti del sistema 4.0.