Il Cav. Lav. Fabrizio Rindi intervista Paolo Ludovici sulla Cooperative Compliance, il regime di adempimento collaborativo.

Il tema verrà discusso durante il convegno GOVERNANCE SOCIETARIA E GESTIONE DEI RISCHI TRIBUTARI: LA COOPERATIVE COMPLIANCE E IL COORDINAMENTO CON GLI ALTRI MODELLI DI GESTIONE DEI RISCHI SOCIETARI che si terrà che si terrà a Courmayeur il 23 e il 24 giugno prossimi. (Visualizza qui il programma del convegno)

Perché oggi un convegno sul tema cooperative compliance?
Il regime di adempimento collaborativo sintetizza il cambio di rotta voluto dal legislatore italiano nel rapporto tra Fisco e contribuente che vuole che si instauri un effettivo dialogo tra le parti nell’ottica di evitare il sorgere di eventuali conflittualità, con conseguente controllo dei rischi anche di immagine delle imprese e al contempo deflazione del contenzioso tributario.
Il Convegno rappresenta l’occasione per riflettere l’evoluzione del ruolo del Tax Director del Gruppo e sulle aspettative nei suoi confronti dei vari stakeholders, siano essi le autorità di controllo, i chairman o gli investitori.
Più in generale, si discuterà della “certezza” nel rapporto tributario e come essa incida sulle scelte di localizzazione del Gruppo.

Quali effetti comporta l’adesione alla cooperative compliance nella governance dell’impresa?
L’impresa che aderisce alla cooperative compliance deve dotarsi di un sistema di controllo interno del rischio fiscale. Ciò implica da un lato un coinvolgimento sempre più importante delle figure apicali nelle linee guida della Tax policy e dall’altro lato, un coinvolgimento ex ante del responsabile tributario in tutte le principali decisioni del Gruppo.

La cooperative compliance è un “istituto” di matrice internazionale oppure ha natura esclusivamente domestica?
La cooperative compliance è un “istituto” di matrice internazionale. In sede OCSE, il dibattito sul “rischio fiscale”, sulla sua rilevanza ai fini della gestione dell’impresa e sulla necessità di un rafforzamento del rapporto tra contribuente ed Autorità fiscale è sorto a metà degli anni 2000, per poi trovare un effettivo “indirizzo” nei diversi documenti ufficiali pubblicati dal 2008 ad oggi. A livello OCSE si sta ora cercando di avviare una compliance multigiurisdizionale e non più solo nazionale.

Nel corso del Convegno, quali testimonianze si avranno occasione di ascoltare?
Il Convegno pone a confronto le posizioni delle parti chiamate a rivestire un ruolo da protagonista nella gestione dei rischi fiscali d’impresa.
Sarà dato ampio spazio alla posizione delle imprese (in particolare del top management e dei Tax Directors) al fine di comprendere gli effetti concreti derivanti dall’applicazione della cooperative compliance.
Saranno coinvolti i Tax Director di Barilla, Telecom, Unicredit e, a livello internazionale Nestlè e Procter & Gamble.

Nel Convegno si avrà modo di approfondire i diversi strumenti previsti dal legislatore per attrarre investimenti in Italia, è così?
La seconda Sessione del Convegno sarà dedicata all’analisi degli strumenti introdotti dal legislatore tributario al fine di attrarre ricchezza nel Paese, sia con riferimento al mondo imprenditoriale che a quello legato ai grandi patrimoni delle persone fisiche.
Partendo proprio da quest’ultimo aspetto, ci si soffermerà sulla Flat Tax, pensata dal legislatore al fine di attirare in Italia i cd. high net worth individuals, che trasferendosi nel nostro Paese dovrebbero contribuire al rilancio dell’economia anche attraverso l’incremento del consumo di beni di lusso. Si tratta di una misura senz’altro apprezzabile, fortemente innovativa per il nostro sistema fiscale, che, nella sua attuale formulazione, rappresenta un unicum nel panorama europeo (in quanto sotto più profili differente rispetto le altre esperienze internazionali), e i suoi effettivi benefici potranno essere valutati soltanto a distanza di tempo.
In tale contesto si discuterà anche del ruolo dell’Amministrazione finanziaria nell’attrazione delle imprese.

Perché la scelta di discutere di tali temi nell’ambito di un Convegno organizzato lontano da contesti istituzionali?
La scelta di Courmayeur non è casuale. La Fondazione Courmayeur Mont Blanc e la Fondazione Centro Nazionale di prevenzione e difesa sociale-CNPDS, organizzano da anni eventi di assoluto prestigio su temi economici e finanziari di rilevanza internazionale. Questo è il primo convegno di natura fiscale e si è cercato un posizionamento di altissimo profilo sia nazionale che internazionale con relator di primissimo piano e che raramente partecipano a conferenze giuridiche su temi omologhi.