WALMAZON fa paura

Amazon inaugura i primi store fisici, Walmart risponde alla sfida con investimenti nell’e-commerce. A tremare, in questa morsa, è il resto del retail. E non solo Usa.
di Giulia Sciola
Scontro tra titani. Amazon contro Walmart. Il sovrano dell’e-commerce si sposta nell’offline; la più grande catena operante nel canale della distribuzione organizzata invade l’online. Risultato: guerra su tutti i fronti, e chi vince, questa volta, piglia davvero tutto.
Sullo sfondo ci sono le mutate abitudini d’acquisto degli americani (e non solo), ma anche la possibilità di influenzarle, queste abitudini. Con un potere di posizionamento mai raggiunto prima in ambito commerciale. La partita chiave si gioca sulla formula con cui si riuscirà a integrare negozi tradizionali e virtuali. Il colosso guidato da Jeff Bezos, appunto, è impegnato a strutturre il suo retail network, mentre Walmart risponde a colpi di acquisizioni di portali generalisti e specializzati.

COSA RESTA DEL RETAIL USA

Stretto nella morsa di questa corsa a due, non è un caso che il retail americano viva una fase di forte sofferenza, con il susseguirsi di casi di bancarotta (si pensi a gruppi come Aéropostale, Pacific Sunwear of California, Sports Authority e American Apparel) e di piani di ristrutturazione aziendale (emblematici i casi di Sears e Macy’s).
Significativo, a questo proposito, quanto rilevato dalla Global Retail Marketing Association che, lo scorso febbraio, ha chiesto a oltre 100 manager americani quali fossero i fattori debilitanti e le principali minacce per il settore. Oltre alle classiche indicazioni sugli errori di strategia, il sondaggio riflette la paura verso ‘Walmazon’. Gli intervistati indicano infatti Amazon (nel 16,7% dei casi) e Walmart (per il 7,14 %), come competitor ‘tiranni’ pronti a spartirsi il mercato tra loro, soprattutto dopo l’acquisizione, da parte del gruppo guidato da Doug McMillon, di Jet.com.

AMAZON E I PRIMI NEGOZI FISICI

Primo e-tailer a livello mondiale con una fetta di mercato di oltre il 20%, Amazon è anche il top internet retailer d’America con una percentuale del 33 per cento. Secondo gli analisti di Euromonitor International, questa incidenza potrebbe salire al 50% entro il 2021. A livello brick-and-mortar la società guidata da Jeff Bezos conta oggi alcune librerie fisiche a Portland, San Diego e Seattle e, sempre nella sua città d’origine, ha visto il debutto del format Amazon Go, il “supermercato senza casse” e con pagamento tramite app.
Secondo quanto riferito da Bloomberg, inoltre, lo scorso autunno il gruppo sarebbe stato vicino al takeover di Whole Foods Market, retailer di prodotti alimentari, pronto a beneficiare dello store network esistente e della sua base di consumatori. Con una capitalizzazione di mercato di 10,8 miliardi di dollari (circa 9,6 miliardi di euro), Whole Foods si è poi rivelato un deal troppo oneroso per Amazon che ha tuttavia confermato la volontà di rafforzare la sua presenza nel segmento dei prodotti freschi. “Jeff Bezos – riporta Bloomberg – ha realizzato di non poter vincere la sfida del settore alimentare solo con un sito internet, dei magazzini e dei mezzi per la consegna. Il più grande e-tailer del mondo ha capito come gli store fisici giochino un ruolo chiave in questo campo”.

WAL-MART RILANCIA CON JET.COM

Lo sa bene Mark Lor, fondatore del portale generalista Jet.com e oggi chief executive officer di Walmart.com, per il quale la rete di 4.700 punti vendita fisici di Walmart rappresenta la controparte strategica ideale dell’ampliata offerta e-commerce del gruppo.
Lo scorso settembre, il colosso di Bentonville (Arkansas) ha rilevato Jet.com per 3,3 miliardi di dollari, acquisizione cui sono seguite quelle dei siti Moosejaw.com, Shoebuy.com,

Modcloth.com. Walmart, che sarebbe inoltre pronto a rilevare la startup Bonobos Inc, vende oggi sul web oltre 50 milioni di articoli, contro i 35 milioni di prodotti disponibili a fine 2016. Il più grande rivenditore al dettaglio del mondo ha archiviato i primi tre mesi dell’anno con ricavi in progressione dell’1,4% a 117,5 miliardi di dollari. A caratterizzare in modo marcato il periodo, è stato però il risultato ‘virtuale’, con l’ecommerce che ha messo a segno un +63%, tasso di crescita più alto degli ultimi 5 anni, con un incremento organico realizzato per lo più attraverso Walmart.com. A spingere il traffico e le vendite, ha spiegato il gruppo, sono state l’introduzione di spedizioni gratuite entro due giorni per acquisti uguali o superiori a 35 dollari e gli ulteriori sconti per quanti ordinano online, ma ritirano la merce negli store. Il margine di vantaggio di Amazon resta chiaro, considerati i 24 miliardi di dollari di vendite online nel primo trimestre contro i circa 4 miliardi attribuibili al web di Walmart. “L’accelerazione di Walmart – ha però spiegato Charlie O’Shea, analista di Moody’s, al Financial Times – amplierà il gap tra il gruppo e i suoi competitor brick-and-mortar. Guardando al panorama retail, con insegne che vivono una fase di difficoltà su più fronti, crediamo che Walmart continuerà a elevare il livello di competitività”.