di Luca Rossi

La Lombardia si conferma locomotiva d’Italia anche nella meccanica. I dati dell’Osservatorio MecSpe, presentati a novembre scorso, non indicano solo un generale clima di fiducia nei confronti dei mercati di riferimento e delle prospettive di crescita, ma anche come la propensione all’innovazione delle imprese lombarde sia particolarmente spiccata. Otto aziende su dieci si dichiarano disposte a investire parte del proprio fatturato per trasformare la propria impresa in una Fabbrica Intelligente.
Secondo la fotografia scattata dell’Osservatorio MecSpe, in Lombardia il 63,6% degli imprenditori giudica positivamente, o discretamente, gli effetti prodotti dagli incentivi fiscali contenuti nel Piano nazionale Industria 4.0, seppur esprimendo la necessità di un Piano pluriennale e di una maggiore attenzione rivolta alle PMI. In particolare, tra le iniziative previste si attribuisce grande rilevanza all’iperammortamento per i macchinari funzionali alla digitalizzazione (68,8%), alla defiscalizzazione dei premi di produzione (61,3%), al credito d’imposta per attività di R&D (59,4%), e al miglioramento delle infrastrutture digitali abilitanti (54%).

Consapevolezza positiva

In Lombardia si respira dunque una consapevolezza positiva, anche tirando le somme sul proprio percorso verso l’innovazione e la valutazione della propria posizione aziendale in rapporto al processo di Industria 4.0: quasi la metà degli intervistati (48,5%) si sente in linea con le competenze richieste, mentre il 18,2% ritiene di stare precedendo le azioni dei competitor. Percezione che si estende anche ai benefici che la tecnologia sta apportando al personale: secondo il 67,2% degli imprenditori, questa è in grado di migliorare la qualità del lavoro, mentre il 47,7% è convinto che i dipendenti la vedano come un’opportunità anziché una minaccia.
“I dati dell’Osservatorio MecSpe mostrano chiaramente come l’export si confermi fattore di traino per le PMI lombarde – commenta Alessandro Marini, Cluster Manager Afil (Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia) – con quasi 8 aziende su 10 (76,3%) che dichiarano di esportare i propri prodotti e servizi, con un’incidenza che per quasi 4 aziende su 10 (38,7%) supera il 25%. Altrettanto significativo è il dato sulla figura driver preposta a stimolare/guidare il processo di innovazione digitale in azienda: per il 43,8% delle imprese si tratta dell’imprenditore, un dato superiore di oltre cinque punti percentuali rispetto alla rilevazione nazionale che si attesta al 37,2%. I dati registrano inoltre come le imprese della Regione riflettano la media nazionale sull’accoglienza del Piano Industria 4.0 varato dal Governo: il giudizio è positivo o discreto per il 63,6% delle aziende lombarde, rispetto al 66% del campione nazionale”.

L’analisi dei parametri

Per quanto riguarda la preparazione complessiva che Industria 4.0 richiede, il livello di competenze è giudicato alto dal 12,9% degli intervistati e medio da 75 imprenditori su 100. Per migliorare la formazione il 56,9% delle aziende adotta o ha intenzione di adottare delle attività dedicate alle competenze digitali, utilizzando metodi tradizionali come letture, confronti, dibattiti e corsi (20%), rivolgendosi a professionisti e consulenti esterni (9,2%) o affidandosi a metodi che prevedono il supporto di strumenti tecnologici (9,2%).
Le PMI della meccanica che a oggi hanno introdotto nuove tecnologie abilitanti, hanno privilegiato soluzioni per la sicurezza informatica (64,4%) e la connettività (57,6%) – settori in cui si registra anche il livello di conoscenza maggiore da parte delle aziende – il cloud computing (27,1%), la produzione additiva e la simulazione (25,44%). Entro la fine del prossimo anno, inoltre, l’Internet of Things e la sicurezza informatica saranno presenti nel 20,3% delle aziende lombarde e i big data nel 16,9% di esse.
La digitalizzazione generale raggiunta in azienda è alta, soprattutto quando si parla della relazione con il cliente e dei canali di vendita (60,9%), di progettazione e sviluppo del prodotto (57,4%) e di relazione con il fornitore di macchine (56,5%). Tra gli effetti maggiormente attesi, il 67,9% prevede fino al 15% di aumento dei ricavi, mentre il 72,5% prospetta lo stesso risultato per quanto riguarda la riduzione dei costi. Ma qual è la figura driver preposta a stimolare/guidare il processo di innovazione digitale in azienda? Il 43,8% indica l’imprenditore. A notevole distanza, a seguire  il direttore/responsabile IT (10,9%) e il direttore tecnico (7,8%) e il direttore Ricerca & Sviluppo (7,8%). Al momento, i principali fattori di rallentamento della digitalizzazione sono rappresentati da un rapporto incerto tra investimenti e benefici e dall’arretratezza delle imprese con cui si collabora (45,8%), dall’assenza di un’infrastruttura tecnologica di base adeguata (37,3%), dalla mancanza di competenze interne (33,9%) e dagli investimenti richiesti troppo alti (25,4%). Per quanto riguarda gli investimenti nei prossimi anni, ben l’81,3% delle aziende è disposto a investire una quota del proprio fatturato per trasformare l’impresa in una Fabbrica Intelligente, con quasi 3 su 10 orientate a superare la quota del 10%.