di Luca Rossi

L’impresa sia al centro delle politiche regionali: questo il messaggio trasmesso da Confindustria Lombardia, per voce del presidente Marco Bonometti, ai candidati alla presidenza di Regione Lombardia nel corso dell’incontro tenutosi lunedì 19 febbraio a Milano presso il quartier generale degli industriali lombardi. In vista delle elezioni regionali del 4 marzo Confindustria Lombardia ha voluto condividere con i candidati dei quattro principali schieramenti (Attilio Fontana, Giorgio Gori, Dario Violi e Onorio Rosati) il documento ‘Proposte per una politica per la competitività della Lombardia’. Nel documento, realizzato con il contributo delle Associazioni territoriali, vengono indicate priorità e linee strategiche che, secondo gli imprenditori, dovranno essere implementate e/o migliorate nel prossimo quinquennio al fine di garantire alla Lombardia un crescente livello di competitività.

Le proposte di Confindustria Lombardia
Due sono i livelli sui quali, per Confindustria Lombardia, si dovrà agire nei prossimi 5 anni: competitività delle imprese (utilizzo strategico e oculato delle risorse e interventi mirati su innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione e education) e competitività del contesto (semplificazione della pubblica amministrazione, investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, maggiore attenzione a territorio e ambiente).
Tre i progetti speciali già in essere da potenziare e valorizzare ulteriormente: il World Manufacturing Forum, i Cluster, Eusalp.
Soddisfatto per il confronto il presidente Marco Bonometti: “l’impresa è uno dei principali beni sociali da valorizzare e difendere, è attraverso le imprese che si crea il benessere economico e sociale di un territorio. Ciò che propone Confindustria Lombardia, in coerenza con la proposta e la visione presentata da Confindustria alle Assise di Verona, è una politica per la competitività che porti la Lombardia a confrontarsi stabilmente con le Regioni più dinamiche e innovative d’Europa e che impegni il Governo regionale a concentrare la sua azione per lo sviluppo del manifatturiero lombardo, quale veicolo fondamentale per la crescita dell’economia e dell’occupazione”.