Il Galata Museo del Mare di Genova si arricchisce con la collezione “Navigare nell’Arte” una selezione dei dipinti della Fondazione Paolo Clerici presieduta dal Cavaliere del Lavoro Lombardo Paolo Clerici.

Con questo nuovo allestimento, il Galata Museo del Mare si arricchisce di una nuova sezione e allarga i suoi spazi espositivi. La Sala Coeclerici permetterà infatti al pubblico l’accesso al terrazzo e al giardino pensile del quarto piano, voluto dall’architetto Consuegra e dal quale si gode di una suggestiva visione del centro storico genovese. Il progetto è stato interamente finanziato dalla Coeclerici e fortemente voluto dall’imprenditore Cavaliere del Lavoro Paolo Clerici, un sostenitore del Galata Museo del Mare sin dagli inizi e che, con questa iniziativa ha inteso ribadire il suo legame storico e affettivo con il museo, la città e le sue istituzioni culturali.

Diversi e importanti gli elementi di questo rinnovamento del museo. Innanzitutto le opere: per la prima volta saranno esposte al pubblico, una selezione di sessanta dipinti scelti nel complesso degli oltre 250 che compongono la Collezione Marittima della Fondazione presieduta da Paolo Clerici, un patrimonio figurativo di cultura marinara che è considerato il maggiore a livello privato in Italia e uno tra i più rilevanti in Europa.

Le opere selezionate sono firmate da artisti italiani e stranieri di fama, quali Adam, Craffonara, De Simone, Klodic, Mohrmann e Roullet. Le opere si accomunano nel richiamo del mare e della vocazione internazionale che da generazioni la famiglia Clerici si tramanda. Negli anni Settanta, Paolo Clerici iniziò a collezionare opere d’arte figurativa marittima, come i captain’s paint (i “dipinti del capitano”) o i ritratti di porto. Velieri, piroscafi mercantili, transatlantici e paesaggi portuali, come Amsterdam, Londra, Liverpool, entrarono a far parte della raccolta, abbellendo gli uffici della Società secondo un’antica consuetudine delle compagnie d’armamento e delle agenzie marittime. Ma la collezione non guarda solo al passato: autori contemporanei, come gli italiani Locci e Sambuy, e stranieri come Veerdorn e Bayter hanno realizzato dipinti che mostrano le navi dell’oggi, come le gigantesche bulk carrier e le navi specializzate nel trasporto delle materie prime.

Il secondo elemento di questa operazione è rappresentato dall’allestimento. Per valorizzare i dipinti della Sala Coeclerici, curatori e progettisti hanno ideato un percorso – suddiviso in 8 aree espositive – che ripercorre un periodo cruciale contrassegnato da cambiamenti epocali nel settore marittimo che inizia dalla metà dell’Ottocento e arriva fino ai nostri giorni e così si ricollega e completa l’itinerario storico e scientifico del Galata nella storia della navigazione.

L’allestimento è unico nel suo genere: il lavoro espositivo è stato preceduto dalla ricerca scientifica, coordinata dal Direttore Campodonico, che ha ricostruito per le opere selezionate il loro contesto. Dietro a ogni dipinto esiste una storia: storie di navi, piccole o grandi, durate pochi anni o per decenni infaticabili tramper del mare, oggetto di vicende come tempeste, naufragi, siluramenti. E sulle navi, le vite di capitani, marinai e macchinisti e le loro avventure in mare, così come il ruolo determinante degli armatori. Oltre le navi, il paesaggio abitato dalle navi: i port’s portrait rappresentano un altro elemento portante della collezione, a testimonianza del duro lavoro negli scali. “Non sono paesaggi convenzionali”, dice di loro Campodonico, “hanno il sapore della ruggine e del carbone: è la cifra interpretativa di un mondo che non esiste più, ma che ha generato quello, ipertecnologico, che conosciamo oggi sugli scali”.

Il terzo e ultimo elemento è rappresentato dall’architettura. La Sala Coeclerici, il terrazzo coperto e il giardino pensile, con il nuovo allestimento vengono aperti a tutto il pubblico e diventano un modo straordinario per fruire della città, e del suo straordinario paesaggio antropico, segnato dalla storia e dal secolare rapporto con il mare.