Quando il SOCIAL diventa un hub per i ‘rinati digitali’. Così Facebook ridisegna il DNA della moda online

Un Facebook dedicato al fashion. Forse è ancora pesto per parlarne, ma non per immaginarlo. Moda e lusso sono al centro delle strategie del gruppo americano, tanto che il più celebre social network ha creato un hub verticale concentrato proprio su questi settori. E il messaggio è chiaro: se in Facebook c’è un laboratorio sulla moda, significa che su Facebook & affini si gioca una partita chiave del futuro. Quindi, un universo a disposizione di chi è ‘nato’ digitale, ma anche un universo necessario per chi è ‘rinato’ digitale, ripensando la propria identità fino al Dna.
Basato a Parigi, e ora esteso anche a Milano, il nuovo dipartimento ha il compito di dialogare con le aziende della moda circa le opportunità che possono avere su Facebook e Instagram. A seguirlo il progetto da vicino è Laurent Solly, manager entrato in Facebook nel 2013 dopo aver ricoperto diverse posizioni in Tf1 (uno dei maggiori gruppi media francesi) e aver guidato lo staff di Nicolas Sarkozy dal 2004 al 2007.
Solly, oltre a sovraintendere le operazioni di Facebook nel Sud-Europa (Francia, Italia, Spagna e Portogallo), è stato anche forte promotore della creazione di un hub dedicato in Paesi storicamente legati al settore della moda e del lusso, come Italia e Francia. Ed è proprio il manager a spiegare in esclusiva a Pambianco Magazine gli sviluppi del dipartimento. “Il progetto è internazionale, ma abbiamo scelto di basare l’hub a Parigi perché è una città che storicamente è molto legata alla moda e alle maison più blasonate”, racconta il manager durante l’intervista negli uffici di Facebook a Milano, in una mattina di metà aprile. “La nuova area è stata pensata per accompagnare sui social media non solo le aziende native digitali, ma anche e soprattutto quelle più storiche, che fino a qualche anno fa avevano quasi paura ad approcciarsi alle piattaforme online”. L’idea dell’hub ha riscosso talmente successo, da essere replicata di recente anche a Milano. “Attualmente abbiamo 4 persone dedicate qui in Italia e 6 a Parigi. Abbiamo formato un team con competenze anche molto diverse: marketing specialist, consulenti, creativi”. La squadra ha il compito di accompagnare e indirizzare i marchi di moda su Facebook, affinché i loro contenuti e le loro campagne sulla piattaforma siano pensate e veicolate nel modo migliore. Il servizio, spiega Solly, “non è a pagamento e non è esclusivamente a beneficio degli investitori”. Anche se, aggiunge, “più si lavora insieme, più il filo è diretto”.
La parola d’ordine, comunque, è “creare valore”. Aiutando le aziende a raccontarsi e a coinvolgere i fan e gli utenti attraverso contenuti ingaggianti, dal momento di ispirazione fino all’acquisto, sull’e-commerce o in store.
A sottolineare l’influenza del web sullo shopping è una ricerca pubblicata di recente da Facebook, “Fashion Path to Purchase”, che evidenzia come Instagram e Facebook siano in grado di ispirare gli utenti e orientarli nella scelta di un prodotto. “Circa il 75% degli acquisti è influenzato dall’esperienza online”, prosegue il manager. E le aziende di moda devono avere recepito questo messaggio, visto che negli ultimi due anni hanno notevolmente accelerato sull’online. “C’è questa idea che le griffe siano ‘conservatrici’, ma non c’è nulla di più sbagliato. Cinque anni fa non immaginavano nemmeno di poter vendere online, è vero, ma da allora c’è stato un grande cambiamento”.
Tra i ‘best case’, Solly cita quelli di Dior, Louis Vuitton, Chanel e Gucci, ma Facebook e Instagram sono importanti anche per i marchi più piccoli che vogliono comunicare i propri valori e farsi conoscere online, soprattutto attraverso i tool più nuovi, come le Instagram Stories.
La sfida più importante per i marchi, comunque, è quella di riuscire a mantenere il proprio “tocco magico” anche sui social. “La contrapposizione tra inclusione ed esclusività è una partita che i fashion brands giocano da sempre sull’online: c’è la voglia di farsi conoscere da tutti, ma anche quella di rimanere in qualche modo ‘preziosi’. Anche per questo abbiamo creato il nostro hub dedicato, perché crediamo di aver sviluppato le giuste strategie perché questi due valori riescano ad essere bilanciati. Il rischio si è trasformato in opportunità”, conclude Solly.